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Valeria Luiselli | Principio metà fine

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Un libro! Un pesce spada! Una macchina fotografica! Un temporale! Una medusa! Un asino!
Basterebbe questo elenco all’apparenza sconclusionato per arrivare al cuore di Principio metà fine di Valeria Luiselli – tradotto da Tommaso Pincio per Einaudi Stile Libero, ma propenderei per un approccio meno criptico.
Quel che sappiamo è che c’è una scrittrice che approfitta dell’ottimo riscontro internazionale ottenuto con i suoi libri per cambiare aria dopo una separazione impervia. Insieme alla figlia si dedica a una forma di nomadismo che è insieme fuga e ricerca – dell’ispirazione, di un nuovo centro e di un equilibrio che le pare perduto. Accolta in Europa da editori esteri di ogni dove, decide a fine tour di stabilirsi per un po’ a Catania, nell’appartamento lasciato temporaneamente libero da un amante musicista. La Sicilia, scopriremo con immane sollievo, non è solo una cornice pittoresca ma il luogo d’origine della sua famiglia….. e il posto destinato a far incontrare la mitologia “privata” da cui discende con la mitologia “canonizzata” che fa da base a tutte le storie del mondo.

A fare da nume tutelare all’impresa – insieme a un mondo naturale in subbuglio -, c’è il dio Proteo, mutaforma sfuggentissimo e “oracolo” capace di vedere il tempo come un grande impasto fluido. Ma come Proteo diventa interpellabile solo dopo aver compiuto tutta la catena delle sue trasformazioni, anche la scrittrice e la sua bambina dovranno dar senso a quello che trovano lungo la strada e cambiare pelle per immaginarsi in un futuro nuovo. Pare un casino, ma non lo è: Proteo viaggia con loro in uno zaino, immortalato su un frammento di mosaico che un’indomita bisnonna tombarola ha rinvenuto proprio lì in Sicilia. Capiremo cosa l’universo si aspetta da noi se saremo capaci di riportare Proteo a casa sua? O mai, in questo mondo, possiamo aspettarci di catturarlo davvero?

È un libro di vastissima intelligenza “architettonica”. Luiselli ci porta a spasso travestendo la storia da bozza in corso di compilazione e, appunto dopo appunto, raccorda un presente di smarrimenti personali e incombenze quotidianissime con una dimensione antica, simbolica e misteriosa. Forse somiglia proprio a un mosaico da dissotterrare, questo libro. Si sente la terra vecchia – che Luiselli veste di tutti i prodigi aggiuntivi che le occorrono – e ci si guadagna una visione del disegno complessivo spennellando con attenzione. Nessun dettaglio va sprecato, perché in fin dei conti le grandi rivelazioni ce le inventiamo noi, riordinando e trovando un senso a quello che ci capita. Lo sappiamo fare perché ce l’hanno insegnato i miti e, anche se non in tutte le case c’è una piastrella di Proteo, tutte le famiglie si nutrono di un’epica minima che le tiene insieme. Di fronte alla catastrofe, a vincere sarà l’innocenza tenace di una bambina che spera d’aver decifrato il volere del destino.

 

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