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S. di J. J. Abrams e Doug Dorst: la recensione su Badtaste!

tegamini s abrams dorst

Che io ami follemente BadTaste.it è risaputo. Che loro, ogni tanto, trovino la forza di ricambiare questo mio sentimento è meno scontato. Un po’ di tempo fa avevano deciso di pubblicare un mio sproloquio fangirlistico su IronMan 3 e adesso, in nome di tutto ciò che è sacro e bello, hanno ospitato un nuovo Tegamini-post, la recensione del MIRABILE S. di J. J. Abrams e Doug Dorst. Travolta dall’entusiasmo, ho pure fatto un video in cui cerco di sfogliare il misterioso tomo – con una goffaggine senza pari -, spiegando com’è fatto e che c’è dentro, tra un gridolino e l’altro. Dico MAGICO un sacco di volte e ad un certo punto mi esce anche una splendida GAFF, ma è comunque un filmato molto istruttivo.

Comunque.

Leggetevi la recensione su BadTaste.it e divertitevi alle mie spalle con lo sfoglia-sfoglia videotour.

E grazie ancora al prode A. F. B. – dopo S. diventerete fan scatenati degli acronimi – per l’ospitalità. È sempre un immenso e fiammeggiante onore.

10 Responses to “S. di J. J. Abrams e Doug Dorst: la recensione su Badtaste!”

  1. Marco says:

    Ciao. Ho visto la videorecensione sul buon badtaste. Direi che è un libro spettacolare. Quello che volevo chiederti, a costo di sembrare un eretico… Uscirà mai tradotto vero? Impresa difficile mi sa?! Me la cavo con l’inglese, ma temo che con tutte quelle note a margine sia un po’ difficoltoso seguire tutto l’impianto narrativo. Grazie e complimenti per la recensione e la simpatia.

    • Tegamini says:

      Da quel che mi ha detto Controtempo Rcs su Twitter, lo stanno traducendo loro. Sui tempi, però, non ti so dire niente. Di sicuro è un lavoraccio, sia per la traduzione che per la parte “produttiva” della faccenda :)
      Grazie mille per tutti i complimentoni, intanto.

  2. talete says:

    E’ così ostico l’inglese ?
    Leggendo la recensione, e visto anche il video, mi è venuta voglia di comprarlo ma non vorrei che restasse sullo scaffale …

    • Tegamini says:

      Per darti un’idea, il testo di Straka somiglia, che ne so, ai classiconi di inizio secolo. Anzi, peggio. A me ha fatto venire in mente La ballata del vecchio marinaio. La lingua non è di certo quella moderna e più “facile” dei due giovani annotatori. È letteraria, onirica e piena di immagini oscure e ingarbugliate. Meravigliose e stranissime, certo, ma un vocabolario me lo sono tenuto vicino. Altra storia sono i margini e le cose che si scrivono Jen ed Eric. Il loro è un linguaggio colloquiale e contemporaneo. Lì si può al massimo far fatica con lo slang, ma non c’è paragone rispetto a Straka, quanto a difficoltà. Complicano le cose con gli acronimi, ma si segue tranquillamente. Non so bene come leggi tu, ma ti consiglio di cercare da qualche parte un estratto del libro – che ci sarà, figurati – così provi a vedere se ti areni o se ce la vedi dentro :)

      • talete says:

        Visto che non ho letto molti libri in lingua, il mio inglese è più che altro quello delle riviste e di siti web, vedrò di seguire il tuo consiglio e trovare in giro qlch estratto per farmi un’idea.
        Spero però di trovare qlcs prima che scatti l’impulso di ordinarlo …

        Grazie, ciao.

        PS
        Che tu sappia tra la versione in vendita in UK rispetto a quella USA cambia qlcs ?
        Tu quale hai letto ?

  3. G. says:

    Comprato alla Feltrinelli! E’ una figata! Ci ho messo 2 ore a leggere solo le note del traduttore….quindi la vedo lunga :)

    Ciao!

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