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Leigh Bardugo | La nona casa

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Dunque, del Grishaverse mi mancano ancora i Corvi e il re-uccellaccio (poverone), ma mi sono buttata su La nona casa di Leigh Bardugo con un solido (e ripagatissimo) ottimismo. Far funzionare un fantasy in una realtà “presente” è una grande sfida, credo, perché la costruzione del mondo deve innestarsi su un contesto che c’è e che possiamo sottoporre alle nostre intransigenti pretese di credibilità e plausibilità. Insomma, Yale è un posto vero… e come luogo vero ha i suoi punti di riferimento geografici e un suo vissuto nella nostra percezione, oltre che una lunga storia fattuale. Su quel che ci pare di sapere di Yale – e su tutta la “mitologia” ben radicata delle università americane della Ivy League -, Bardugo costruisce una stratificazione ulteriore, un universo magico parallelo che risponde a leggi specifiche e crea il margine di manovra necessario per l’invenzione. C’è senza dubbio un equilibrio delicato da gestire e Bardugo tiene splendidamente in piedi la baracca facendosi aiutare sia dal “tono” dei suoi personaggi che da un utile passato di ex-studentessa del blasonato campus.

L’espediente chiave per presentarci il mondo è vecchio come il cucco, ma ben calibrato: anche la protagonista è una neofita che sta imparando a navigare in acque ignote e complicate e noi, da spettatori, impariamo a orientarci con lei. Il rischio dello spiegone mega didascalico è scongiurato sia dalla struttura del libro – che alterna diverse linee temporali e ci fa saltare di qua e di là al momento giusto – che dalla gestione dei personaggi.

Che succede, in soldoni?
Alex Stern è un’outsider cresciuta assai lontano dai privilegi e dai fondi fiduciari che tenderemmo ad associare alla nobiltà “di portafoglio” americana e approda a Yale da mezza miracolata, dopo un’infanzia altrettanto accidentata. Misteriosamente scampata a una cruenta strage che ha spazzato via (e spezzettato) il suo spacciatore/fidanzato e gli ospiti poco raccomandabili della sua più immediata bolla californiana, Alex viene reclutata dalla Lethe, una società segreta che le offre una sontuosa seconda possibilità in cambio dei suoi peculiari servigi…
Ma che cos’è capace di fare Alex? Vede i fantasmi, in pratica. E vederli è un dono più unico che raro, nonché inestimabile per i suoi futuri pigmalioni.

Bardugo recupera otto delle società segrete dell’ateneo (che esistono sul serio e si sono potute fregiare, cammin facendo, di esponenti di spicco) e le trasforma in potentissimi nodi magici che, tra un rituale e l’altro, si occupano da decenni di influenzare con mano decisa le sorti del mondo. C’è chi amministra la fama, chi prevede investimenti, chi redige contratti inscalfibili, chi crea portali e chi può garantire cieca obbedienza. A vegliare sulle società – e a fare in modo che il mondo umano continui a percepirle “solo” come ritrovi elitari e non come devastanti e spregiudicati poli del sovrannaturale – c’è una nona casa, la Lethe. Un po’ arbitri e un po’ garanti, i membri della Lethe supervisionano i riti, mediano e tengono a bada la nutritissima schiera di fantasmi di New Haven, infestata da una folla di spiriti vaganti che non si rassegnano alla morte e gravitano attorno a ogni attività liminale che possa garantire loro uno spiraglio per varcare il Velo. Il fatto che Alex li veda – senza ricorrere a pozioni o elisir – è una maledizione, ma anche una risorsa preziosissima per la Lethe.

E quindi? Quindi niente, Alex sta cercando di adattarsi alla sua nuova vita e sta imparando il mestiere, ma si ritrova ben presto priva di mentore e alle prese con un omicidio che a prima vista non sembrerebbe avere nulla di esoterico…. E INVECE.
Misteri da risolvere!
Protagoniste mordaci!
Modalità innovative di rimozione dei tatuaggi!
Barbatrucchi!
Invenzioni magiche!
Rituali meticolosissimi!
Budella e mercato azionario!
Un sano odio per i potenti che pensano di poter fare come gli pare!
Spettri da scagionare!
Ritmo incalzante!
Inghippi!
Segreti!
Redenzione – ma senza pietismi!
In sintesi: La nona casa è un gran divertimento e uno splendido lavoro di equilibrismo tra mondo magico e mondo “vero”. Fremo per il seguito – e anche un po’ per la serie televisiva che dovrebbe essere stata opzionata da Amazon. Il coinvolgimento di Bardugo, così come è accaduto per la trasposizione di Tenebre e ossa, dovrebbe essere garantito anche in questo caso. Per il resto, svago e magia a voi.

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[Il libro è disponibilissimo per Mondadori nella traduzione di Roberta Verde, ma si può anche ascoltare su Storytel, come ho fatto io. Se volete collaudare Storytel, ecco qua il mio consueto link per il periodo di prova gratuito “prolungato”, 30 giorni invece delle due settimane canoniche.]

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