Anni prima, dopo l’ennesima sfuriata di Josef, le aveva fatto quello strano discorso. L’aveva chiamata da parte dicendole che per colpa di nessuno – né sua, di Elisabeth, ma nemmeno di suo padre – possedeva poteri che nell’impazienza di farsi adulta andavano scontrandosi con quelli del vecchio, facendolo impazzire. Le aveva spiegato che sarebbe occorso tempo per imparare a controllare
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Cammino, ma non ho paura. Sento che la mia paura si allontana in cerchi concentrici attraverso il tempo, per un milione di anni. Breece D’J Pancake Trilobiti Isbn edizioni ***
Il mondo vi preoccupa? Il cosmo sembra disgregarsi sotto i vostri occhi? Avete deciso di sedervi su uno scoglio ad assistere al gorgogliante declino della civiltà occidentale? Fate bene. Perchè a confermare ogni vostro fosco presagio di sventura ci sono le chiavi di ricerca di Tegamini. Che cosa è successo questo mese? Quali nuove voragini si sono spalancate sotto i
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Le mie vacanze al mare sono sempre state molto avvincenti. Madre mi portava a seimila mercatini dell’antiquariato, ci si inerpicava sulle alture liguri a cercare paesi composti unicamente da sassi e salite, si mangiavano grissini molto lunghi mentre si tornava a casa dalla spiaggia su delle orride Grazielle cigolanti, si andava in libreria tutte le sere a comprare un Istrice
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MADRE (flagello dei mondi) – ….no ma vorrei anche sapere quand’è che torni a casa, che qua è un mese che non ti vediamo e… TEGAMINI – Ma torno venerdì, è una settimana che ti dico che torno venerdì. MADRE – …era anche ora! TEGAMINI – Sì ma non è che ti ho rivelato chissà che, lo sai da giorni
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Provo un interesse di difficile interpretazione per le vetrine. Mi piacciono tantissimo. Le vetrine sono davvero avvincenti. Sia visivamente che antropologicamente. E anche un po’ per l’organizzazione dello spazio. Se vai in un posto sconosciuto e guardi le vetrine, è come dover aprire uova di Pasqua ogni cinque metri. E non sto parlando della fascinazione consumistica da acquisto, è proprio
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Cioè, se quello che ho in testa riuscissi a dirlo chiaro e tondo, non avrei nessun bisogno di inventare delle storie per parlarne, no? E penso sempre che… prima che una persona venga a intervistarmi – e quando arriva puntualmente la trovo simpatica – voglio sempre fare una bella impressione, e allora cerco di spiegarmi nel migliori dei modi. Ma
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Taratararatararararrà… Taratararatararararrà… Taratararatararararrà…. Taratararatar – SIGNORA DELLE PULIZIE DELL’UFFICIO – Si pronto? (TEGAMINI è alla scrivania, ma cerca di non intralciare) SDP – Eh! Bene sto. Checc’è? (PARENTE DELLA SIGNORA DELLE PULIZIE DELL’UFFICIO dice molte cose al telefono) SDP – Ora devo? Ma sono al lavoro, mica ci posso andare ora… e abbi pazienza! …Che? E dove scrivo? Ma ora
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I Puffi sono una di quelle cose dell’infanzia che non smetteranno mai di perseguitarti. Un po’ come il compito in classe degli articoli e delle preposizioni, con la maestra che si aspettava di vedere un cerchiolino rosso intorno agli articoli e un cerchiolino blu intorno alle preposizioni, una roba semplice e lineare, assolutamente diversa dalla pagina piena di tragedia che
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Avevano un gatto che si chiamava 208. Il pavimento del bagno era stato ricoperto di giornali ed era lì sopra che il gatto faceva i suoi bisogni. Il mio amico mi disse che 208 era convinto di essere l’unico gatto rimasto al mondo, perchè era da quando era piccolissimo che non vedeva un altro gatto. Non lo facevano mai uscire
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Non ci si annoia. Anzi. Ci si annoia così poco che un po’ di tedio sarebbe salutare. Che ne so, uno sbadiglio qua e là. Una giornata da panda, con tutti che si prodigano per salvarti dall’estinzione. Con la gente che ti fa la pasta col pesto di bambù e ti mette il balsamo nella pelliccia. Con uno che ti
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Mio padre a quei tempi osseravava costernato gli eventi, non riusciva ad accettare gli ideali del fascismo né come cristiano né tanto meno come uomo che aveva scelto la professione di insegnare i principî morali alla società, ma il fatto che bisognasse obbedire all’autorità, ai superiori, in qualcunque circostanza restava un imperativo categorico, per quanto penoso. Ci vollero la morte
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So che è un momento difficile per l’Italia. I giovani si sconfortano. I vecchi si sconfortano. I piacenti uomini brizzolati di mezza età si sconfortano. Le MILF lampadate si sconfortano. Perfino le meretrici minorenni mettono il broncio e si ritrovano col mascara pieno di grumi. Continuando a ruzzolare giù per questa splendida china, poi, potremmo addirittura svegliarci un mattino e
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C’è un problema di tristezza, in diversi recipienti. Tristezza a pozzanghere. O a salti di cascatelle. Fatta a lago fermo. Oppure a ondine di mare. Tristezza in bicchieri, brocche, bacinelle o vasi con dentro i sassi bianchi. Volendo, anche a gavettoni. Indipendentemente da dove la si trovi a galleggiare, succedono dei naufragi tristi. E non è che te la vai
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