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Allora, Vetro ha la maiuscola perché – purtroppo – è un personaggio. Un po’ di altre questioni rilevanti sul nuovo romanzo di Nicoletta Verna le trovate nel magistrale diario di bordo messo insieme durante il giro a Castrocaro che ho avuto la gioia di fare con l’autrice a ridosso dell’uscita del libro. Perché lì? Perché a Castrocaro ci sono le radici di Nicoletta e perché è il posto dove succede (quasi) tutto. Dal Campanone alla Fortezza, ecco qua I giorni di Vetro. Se amate le storie di famiglia, di “paese” e le storie di Resistenza – ma vi va anche di immergervi in sprazzi di un romagnolo DEFINITIVO e splendido da leggere – lasciatevi ipnotizzare. Grazie ancora a Einaudi per l’invito e grazie a Nicoletta per aver trovato il modo di scrivere una storia così importante, capace di mostrarci cos’è stata – e cosa speriamo non sia mai più – la violenza del Ventennio, della guerra, delle comunità che si disgregano e delle tante vergogne che segnano la nostra storia.

 

 

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Un post condiviso da Francesca Crescentini (@tegamini)