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Cosa ascoltare su Storytel? Ecco UN SACCO di suggerimenti

By tegamini 8 Settembre 2022
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Penso si possa dare per assodato che, in presenza di un’offerta che tende allo sterminato, accanto al moltiplicarsi delle possibilità si moltiplichi anche il potenziale di disorientamento. C’è una particolare tipologia di paralisi che ci assale quando le alternative sono più numerose del previsto: perbacco, puoi fare praticamente tutto! E che si fa? Ci si inchioda. Vale per i parcheggi vuoti – mio marito è specializzato nell’arenarsi in mezzo a un gigantesco spiazzo sgombro – e forse anche per il catalogo di Storytel che, negli anni, si è fatto decisamente più ricco. Tra novità della settimana (che corrispondono anche alle novità in libreria), classici da recuperare, perle nascoste, esclusive, progetti originali e casi editoriali più o meno recenti si oscilla fra un EVVIVA MA GUARDA QUANTA ROBA e SANTO CIELO NON MI DECIDERÒ MAI. Io, in genere, salvo in libreria tutto quello che mi incuriosisce anche solo alla lontana e confido nell’illuminazione futura.

Ben capendo questo paradossale problema, ho voluto approfittare dell’esperienza accumulata in veste di assidua ascoltatrice compilando un listone (spero visivamente immediato e di facile fruizione) con i libri reperibili sulla piattaforma che più ho apprezzato, aggiungendo anche quei libri che magari ho letto-letto e che si possono sentire anche su Storytel.
Insomma, è una sorta di compendione di tanti libri che, indipendentemente dalla modalità di fruizione, per me son stati dei bei libri. Li trovate raccolti nella galleria qua in cima – PIGIATECI SU PER SFOGLIARLA E VEDERLI NEL FORMATO GIUSTO -, gioiosamente corredati da qualche informazione molto sintetica per capire meglio di che si tratta. Parecchi hanno anche un post dedicato qua sul blog, cercatelo se vi va di approfondire.
Felice consultazione!

 

[Bonus track]
Storytel ha deciso di dedicarci un’offerta lampo decisamente molto conveniente. Transitando per questo link è possibile attivare un abbonamento Unlimited a metà prezzo (5€ al mese invece di 9,99€).

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  • About
    About Me

    Francesca Crescentini è nata a Piacenza nel 1985. Non disponendo dei mezzi sufficienti per allestire una wunderkammer regolamentare, nel 2010 ha fondato Tegamini, un blog a metà tra un diario di bordo e un contenitore curioso. Dopo aver militato nel marketing editoriale e aver lavorato come digital copywriter, dal 2016 Francesca è traduttrice e content creator a tempo pieno. Vive a Milano con la sua famiglia e una quantità allarmante di piante.

    E la versione lunga della bio? Eccola qua
  • tegamini

    🖊 Scrivo delle cose 📚 Traduco libri 🎉 Propago entusiasmi
    💌 francesca@tegamini.it
    👇🏻 Blog e altre mete utili

    Allora, io il 2016 l’ho trascorso o gravida o co Allora, io il 2016 l’ho trascorso o gravida o coperta di bave di neonatino e senza sapere bene se ero sveglia o stavo dormendo. Eravamo molto stupiti, mi ricordo, perché il gatto era considerevolmente più grosso del bambino. Pensi per forza a delle cretinate del genere, perché capacitarsi che ci sia un bambino nuovo è una faccenda lunga e impervia. Capisci solo che gli vuoi bene, il resto è un mistero. Quell’anno lì ho perso la routine dell’ufficio e poi mi è venuto in mente che in effetti preferivo non avere una routine dell’ufficio e per le tre lire che prendevo forse valeva la pena provare a lavorare per conto mio e ciao. Che coraggio che m’è venuto, nel 2016. Spero si rivelerà un fenomeno ciclico, a cadenza decennale. Farebbe comodo. Gli occhiali grigi mi stavano bene, credo. E non li ho contati ma avevo anche più denti. Al tempo non si può chiedere di essere gentile, mi sa, ma almeno innocuo sì. Il peggio è passato, mi viene sempre da pensare, anche quando non mi ricordo più perché ho fatto fatica. Meglio così. Meglio averli attraversati insieme, questi anni.
    Le tartarughe delle Galapagos che abitano nella ri Le tartarughe delle Galapagos che abitano nella riserva di Nosy Komba non sono di lì, ma si sono assestate ormai da un bel pezzo. Si chiamano Carolina di Monaco, Pablo Escobar e George Bush - non si sa se Senior o Junior, la guida non ce l’ha saputo dire. Hanno tra i 70 e  i 95 anni e tra di loro sono di una scortesia devastante. Si contendono le banane con sibili stizziti e tentano pure di speronarsi. Escobar, intralciato da Bush, a un certo punto gli ha schiacciato la testa con una zampa, costringendolo a ritirarla nel guscio. Tendiamo a pensare che per consumare con efficacia un’azione cruenta occorra un certo dinamismo, la velocità di un pugno, la forza destabilizzante di uno scatto. E invece no, queste tartarughe si fanno del male pianissimo, con una flemma inesorabile. Producono imponenti mucchi di cacca e viste da vicino sembrano più dei grossi minerali che delle bestie. Muoversi si muovono, ma guardarle ti fa fare fatica. Carolina di Monaco è stata gentilissima con Cesare, che le aveva portato da mangiare, ma ha pestato un piede a Cuore, che s’era avvicinato senza doni. Non posso credere che vecchie come sono si siano sempre chiamate così. Quando Pablo Escobar ha debuttato nel mondo del crimine mondiale l’omonima tartaruga andava già alle superiori, forse. È pesante come un motorino, Carolina di Monaco, mi ha riferito Cuore. Cesare, che prende sempre le parti degli animali, ha detto a suo padre che è colpa sua, che si doveva scansare.
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Allora, io il 2016 l’ho trascorso o gravida o co Allora, io il 2016 l’ho trascorso o gravida o coperta di bave di neonatino e senza sapere bene se ero sveglia o stavo dormendo. Eravamo molto stupiti, mi ricordo, perché il gatto era considerevolmente più grosso del bambino. Pensi per forza a delle cretinate del genere, perché capacitarsi che ci sia un bambino nuovo è una faccenda lunga e impervia. Capisci solo che gli vuoi bene, il resto è un mistero. Quell’anno lì ho perso la routine dell’ufficio e poi mi è venuto in mente che in effetti preferivo non avere una routine dell’ufficio e per le tre lire che prendevo forse valeva la pena provare a lavorare per conto mio e ciao. Che coraggio che m’è venuto, nel 2016. Spero si rivelerà un fenomeno ciclico, a cadenza decennale. Farebbe comodo. Gli occhiali grigi mi stavano bene, credo. E non li ho contati ma avevo anche più denti. Al tempo non si può chiedere di essere gentile, mi sa, ma almeno innocuo sì. Il peggio è passato, mi viene sempre da pensare, anche quando non mi ricordo più perché ho fatto fatica. Meglio così. Meglio averli attraversati insieme, questi anni.
Le tartarughe delle Galapagos che abitano nella ri Le tartarughe delle Galapagos che abitano nella riserva di Nosy Komba non sono di lì, ma si sono assestate ormai da un bel pezzo. Si chiamano Carolina di Monaco, Pablo Escobar e George Bush - non si sa se Senior o Junior, la guida non ce l’ha saputo dire. Hanno tra i 70 e  i 95 anni e tra di loro sono di una scortesia devastante. Si contendono le banane con sibili stizziti e tentano pure di speronarsi. Escobar, intralciato da Bush, a un certo punto gli ha schiacciato la testa con una zampa, costringendolo a ritirarla nel guscio. Tendiamo a pensare che per consumare con efficacia un’azione cruenta occorra un certo dinamismo, la velocità di un pugno, la forza destabilizzante di uno scatto. E invece no, queste tartarughe si fanno del male pianissimo, con una flemma inesorabile. Producono imponenti mucchi di cacca e viste da vicino sembrano più dei grossi minerali che delle bestie. Muoversi si muovono, ma guardarle ti fa fare fatica. Carolina di Monaco è stata gentilissima con Cesare, che le aveva portato da mangiare, ma ha pestato un piede a Cuore, che s’era avvicinato senza doni. Non posso credere che vecchie come sono si siano sempre chiamate così. Quando Pablo Escobar ha debuttato nel mondo del crimine mondiale l’omonima tartaruga andava già alle superiori, forse. È pesante come un motorino, Carolina di Monaco, mi ha riferito Cuore. Cesare, che prende sempre le parti degli animali, ha detto a suo padre che è colpa sua, che si doveva scansare.
Avrei un albero di Natale da smantellare, ma non c Avrei un albero di Natale da smantellare, ma non ci penso volentieri. 🎄🔥
Ho delle grandi difficoltà con le imbarcazioni ma Ho delle grandi difficoltà con le imbarcazioni ma adoro le isole. Insomma, non mi piace come ci arrivo ma quando finalmente si approda sono sempre contenta. Qua era tutto bianco, verde, blu e patrimonio Unesco. C’è un faro progettato da Eiffel che si raggiunge rampigando in mezzo ai manghi e ripetendo a trenta bancarelliste che sì, ripassi a guardare i parei ma non puoi promettere che glieli comprerai perché te non prometti mai niente a nessuno e non è detto che in cima ci arrivi indenne. Ci sono buttati in giro dei tocchettoni di corallo grossi così. Quelli che arrivano sulla sabbia sono morti stecchiti ma fanno impressione lo stesso. Hai sempre sete e anche un po’ la certezza che passeggiando troppo in là ti verrà uno schioppone. C’è un istmo candido che con la marea si scopre e un villaggio cresciuto con la stessa esuberanza assurda della vegetazione. Girano delle papere arroganti, delle strane galline alte e secche e dei gatti bidimensionali e per questo affettuosissimi. La leggenda vuole che le meduse qua non urtichino, ma anche al metodo scientifico c’è un limite. Un pareo alla fine l’ho comprato perché serve sempre e non mi sentivo di deludere 30 bancarelliste ma solo 29. Cesare ha chiesto “ma questa quindi è l’isola più bella del mondo? A me sembra di sì”.
Com’è andata, state bene? Noi siamo sempre dei Com’è andata, state bene? Noi siamo sempre dei cani a fare i pacchetti e arriviamo a Natale triturati ma poi scopriamo che siamo contenti. Auguri ancora - e grazie per la vostra gentilezza e per tutte le cose buffe che ci diciamo. ❤️
Cesare ha chiesto a Babbo Natale UNO SCORPIONE ROB Cesare ha chiesto a Babbo Natale UNO SCORPIONE ROBOT CHE VA A ENERGIA SOLARE NON TROPPO SOFISTICATO, ma là fuori c’è un universo surreale che valeva la pena conservare. Le mie letterine cominciavano con un estenuante preambolo paraculo: sono brava a scuola, sono molto obbediente, mangio e dormo, sono una persona seria e mi merito i regali seguenti. Cesare no. Lui quella roba lì l’ha messa in coda, sbrigandosela in relativa rapidità e senza incensarsi troppo. Lui non pietisce, non conosce la ruffianaggine. O forse non ha paura e non dubita, mi viene da pensare. Che si meriti uno scorpione - anche sofisticato - è pacifico anche per noi. E grazie per aver partecipato a quest’allegra follia. 😎🏆🎄
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