Diario

Il post obbligatorio sulle gioie della gravidanza

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Data l’enormità della vicenda, direi di cominciare dai fatti.
Aspettiamo un Minicuore.
Siamo vergognosamente felici.
Ci sentiamo molto fortunati.
Minicuore dovrebbe arrivare a settembre.
A settembre, in sintesi, diventeremo genitori.
Io e Amore del Cuore.
Genitori.

karen ooh

Ripeto, genitori.
Di un essere umano.
Fra più o meno cinque mesi.

karen bottiglia

Ecco.
Minicuore, al momento, sonnecchia da qualche parte nella mia pancia. In questo istante – anzi, in questa EPOCA GESTAZIONALE -, dovrebbe essere grande all’incirca come un avocado. Minicuore è del tutto ignaro delle paranoie da adulta iper responsabile che mi sto facendo, delle scompostissime manifestazioni d’affetto dei futuri nonni e del traffico clandestino di ecografie sfocate che si sta consumando su WhatsApp. Il record del regalo più veloce è stato conquistato dalla bisnonna, che ha saggiamente deciso di occuparsi del vestiario, commuovendoci oltremodo. Al momento, quindi, il guardaroba di Minicuore comprende un paio di calzerotti bianchi imbottiti e un camicino ricamato – in pura seta – denominato Camicino Portafortuna. MADRE – che avrà presto bisogno di un nuovo appellativo… tipo MADRE², come un sequel di Alien – ha deciso di tramandarmi un tomo Rizzoli degli anni Ottanta (che spiega per filo e per segno come gestire un infante) e un libro di yoga per gravide. Perché non sei mica in dolce attesa. O incinta. Un dottore non userebbe mai un termine così approssimativo. Per il dottore sei GRAVIDA. Come una specie di grande mammifero ruminante… al quale, prima o poi, finirai probabilmente per assomigliare.
Ciao a tutti.
E benvenuti al making-of di Minicuore.

karen yay

Secondo rigorosi calcoli scientifici, Minicuore si è manifestato alla fine di dicembre, tra il santo Natale e la caciara di Capodanno. Ha quindi partecipato ai festeggiamenti per l’arrivo del 2016, a una settimana bianca – con tanto di rovinosa caduta in un fosso -, a un devastante weekend aziendale sulla neve, a svariati allenamenti di tennis e a diversi tragitti in motorino sull’infido pavé milanese.
Perdonami, Minicuore. Non sapevo che ci fossi anche tu.

karen headless

Il primo a sapere dell’esistenza di Minicuore è stato Ottone von Ostetrica. Prima ancora di Amore del Cuore, che ho cacciato di casa per poter fare serenamente la pipì su due stecchini.

I test di gravidanza che vi vendono in farmacia hanno nomi stronzi. Quello che hanno dato a me, per dire, si chiamava TEEN TEST. Mi sono sentita piuttosto lusingata, visto che non sono una teenager da circa quindici anni, ma ho comunque provato un discreto disagio. Era fucsia. Con una confezione dall’aspetto a dir poco cialtrone. E la farmacista è tornata da me sventolandolo per aria, tutta fiera e felice. Ma che cosa sventoli, cretina. Un po’ di discrezione. Qua vicino c’è il mio ufficio. Questi inopportuni sventolamenti potrebbero causarmi svariati problemi diplomatici. Che siamo, sbandieratori del palio di Siena? Sono pure molto agitata e in ansia per le sorti del mio utero e del resto della mia esistenza, gradirei della comprensione e una punta di sensibilità. Un po’ di rispetto, contegno e riservatezza, cazzo.

karen lady

Comunque.
Subito dopo aver scoperto di essere incinta, la donna media viene travolta dal bisogno di capire. Vuoi capire che cosa sta succedendo. Vuole che qualcuno le spieghi tutto quello che può andare storto. Sei lì, all’inizio di un’esperienza praticamente impossibile da gestire con lucidità e hai bisogno di rassicurazioni, istruzioni e consigli qualificati. Ti preme tantissimo comprendere se quello che senti è normale o se, in estrema sintesi, stai morendo o stai inconsapevolmente facendo del male alla minuscola persona che ti porti a spasso.
Che fai, quindi?
Visto che la tua ginecologa non ha la pazienza di Giobbe – e che tecnicamente non è pagata per rispondere ai tuoi quesiti notturni sull’effettiva pericolosità della tinta per capelli -, devi industriarti diversamente. E ti scarichi delle APP.
Le APP per donne gravide si chiamano in maniera volutamente rassicurante. Sono tutte rosa, con le icone tondeggianti e un casino di diagrammi coccolosi. Utilizzano un linguaggio molto particolare. O ti trattano come una ritardata – nomignoli e melensaggini comprese – o danno per scontato che tu sia un premio Nobel per la medicina. Accanto a detestabili panegirici sulla gioia infinita che l’utilizzo di un termometro rettale per neonati potrà regalarvi, vi troverete di fronte a muri compatti di testo che descriveranno minuziosamente le principali disgrazie genetiche che potranno assalirvi se vi azzarderete anche solo a guardare un cespo di lattuga senza averlo prima sterilizzato con un lanciafiamme. Non c’è una via di mezzo. “Sarete madri meravigliose, siete nate per questo!” – MA CHI? -, “Il vostro pargoletto ha appena compiuto cinque splendide settimane. Regalatevi un bel bagno rilassante con tante bolle!” – CHE SONO, UNA BALENA? COME TI PERMETTI. Oppure “la mucopolisaccaridosi di tipo II (MPS II), è una grave malattia genetica che interferisce sulla capacità del corpo di scindere e riutilizzare specifici mucopolisaccaridi conosciuti anche come glicosaminoglicani o GAG”. Chiaro, no? Non ti agiti per niente a leggere una roba così.
Quando mi sono resa conto di aver paura del reparto ortofrutticolo del supermercato e di aver cominciato ad approcciarmi alla faccenda con la stessa spensieratezza di Josef Mengele, ho deciso di disinstallare tutto.
Grazie tante, ma ho già una vasta collezione di pippe. Non mi serve che me ne suggeriate delle altre.

karen dance

Oltre a non fidarmi più di niente e di nessuno, ho anche perso ogni velleità mondana.
Parliamoci chiaro. Che cosa esco a fare?
Non posso bere, devo fare la pipì ogni 5 minuti e casco dal sonno. Provo fastidio per qualsiasi cosa e, progressivamente, non avrò più nulla di decente da mettermi.
Io non ci voglio venire in giro con voi.
Cos’è, vi serve qualcuno che vi guardi bere dei gin-tonic o pensate di potercela fare da soli? Lasciatemi qui, per me è tutto finito.

karen they drink

Uno degli aspetti della gravidanza che sto cercando di accettare – faticosamente – è la progressiva ed inesorabile perdita di controllo sul mio organismo. Tanto per cominciare, la dottoressa mi ha confermato che ingrassare è legittimo (se non doveroso) e che, nel mio caso, sono autorizzata a mettere su dagli otto ai dieci chili. Mi ha anche proibito di continuare a giocare a tennis e di svolgere qualsiasi attività sportiva eccessivamente esuberante, per evitare di causare smottamenti uterini che potrebbero disturbare il serafico sviluppo di Minicuore. Partendo dal mio metro e settanta per sessanta chili di peso – misure che mi rendono già un discreto monumento ambulante – sono dunque condannata a trasformarmi in un sonnacchioso dugongo? Nella vita ho sempre svolto sport da cavapietre e, in questa specifica circostanza, non ho veramente idea di come comportarmi. Che cosa fanno le altre femmine? Nuotano con la tavoletta? Ballano il liscio? Impastano i maccheroni per rafforzare gli avambracci? Ma soprattutto, quando potrò utilizzare per la seconda volta le mie meravigliose racchette nuove, acquistate a Natale per propiziare il ritorno a una sana pratica agonistica nell’anno del signore 2016?
Non ci è dato saperlo.
MADRE, in compenso, ha dichiarato che stare qui a preoccuparsi non serve. Quest’estate sarai una mongolfiera. Mettiti il cuore in pace e siediti sotto la bocchetta dell’aria condizionata.
Il morale è tutto, mi dicono.

karen ok

Un’altra cosa che non so come gestire sono le tette.
Le mie tette sono ovunque.
Vivo con delle tette giganti che fanno malissimo e che, con mio grande sgomento, sembrano destinate ad espandersi all’infinito. Non so come fermarle. Non m’ascoltano. Non so chi credono di dover nutrire. Ho cercato di informarle che c’è ancora un po’ da aspettare, ma perseverano nell’aumentare vanamente di volume.
Prendetevele.
O parlateci voi. Io non so più come spiegarmi.
Tanto per accrescere i miei sempre più invadenti problemi d’abbigliamento, solo due tra i reggiseni che possiedo – quelli di Intimissimi senza il ferretto – mi stanno aiutando ad arginarle. Ne ho comprato uno da Prenatal – di cui ho già voglia di dire tutto il male del mondo -, ma è come andare in giro senza, come una gioiosa vacca d’alpeggio. Ma scusate, non mi posso comprare degli onesti e pacifici reggiseni sportivi? Cioè, sono meglio di quelle cazzate da donna gravida. Non schiacciano troppo, non si sposta niente, non ti fanno bozzi strani sotto le magliette e sono psicologicamente una manna. Non posso manco raccogliere una pietra da terra, ma almeno il reggiseno da principessa guerriera lasciatemelo usare, maledizione.

karen tette

Una roba bella, comunque, è che non ho vomitato all’alba nemmeno una volta. Mi alzo di notte a fare la pipì più spesso di un signore di ottant’anni, ma per quanto l’esistenza tenda talvolta a nausearmi, di nausee neanche l’ombra. La mia amica Anna non riesce a spiegarselo. Lei, poveraccia, è stata male come un cane e, di tanto in tanto, mi scrive per sincerarsi delle mie condizioni. “Nausee?”. Niente, Anna. Qua non si vomita. Non sta accadendo e basta. Fidati, non è colpa mia. Il favore di vomitare almeno una volta te lo potrei anche fare, ma non ci sarebbe spontaneità. “Allora è un maschio, per forza. Con le femmine la nausea ti viene sempre”. La saggezza popolare mi fa venire il voltastomaco, ma per questa volta continuerò a digerire felicemente tutto quello che ingurgito.

karen cheers

Gli effetti degli ormoni – ormoni che ignoro – sulla personalità di una femmina gravida sono assolutamente imprevedibili. Io, per dire, ho cominciato a ridere a crepapelle per cose imbecilli. Ma per dei quarti d’ora, con le lacrime, rotolandomi sul divano. Rido come una pazza. Visto che non ho mai sperimentato prima d’ora attacchi di ridarola di questa portata – Amsterdam a parte -, cerco sempre di capire con Amore del Cuore se quello che mi sta facendo ridere moltissimo è oggettivamente divertente o se sono solo io che sto perdendo il senno. Se trovo una cosa che mi fa molto ridere, cerco il modo di sottoporgliela. Nel 96% dei casi sono robe che rasentano l’impresentabilità e il mio sproporzionato divertimento è un chiaro sintomo della mia lenta discesa nella pazzia. Ma io sono molto felice, quindi vaffanculo.

karen laugh

Ma non preoccupatevi, perché ho anche il problema opposto. È più una faccenda di rabbia, in realtà. Mi incazzo violentemente per qualsiasi cosa. I miei livelli di pazienza sono scesi a zero e tutto quello che prima non mi piaceva un granché ora si è automaticamente tramutato nel male del mondo. Prima dell’insediamento di Minicuore potevo pacatamente affermare una roba tipo “il gelato al pistacchio non è di mio gradimento”. Ora va così: “il gelato al pistacchio è la merda. Odio il gelato al pistacchio e quello stronzo che l’ha inventato. Il gelato al pistacchio è il simbolo del declino della civiltà occidentale. Il gelato al pistacchio mi fa schifo! Che aspetto ha un pistacchio, poi? Dove cresce? Com’è fatto? PORTATEMI UNA PIANTA DI PISTACCHIO, LA FARÒ A PEZZI CON UN MINIPIMER DA GUERRA!”.
Pensate quanto è piacevole lavorare con me in questo periodo.
Pensate quanto è bello accompagnarmi da H&M a scegliere dei pantaloni in grado di contenere la mia pancia in espansione.
Pensate quanto ci si rilassa alle riunioni di famiglia.
Non ci sono alternative. O sono sul punto d’addormentarmi, o rido fortissimo o m’incazzo come un treno. Vedete voi.

karen liver

Hai la febbre? Prendi la Tachipirina.
Hai mal di testa? Prendi la Tachipirina.
Hai la tosse? Prendi la Tachipirina.
Hai il raffreddore? Prendi la Tachipirina.
Hai l’influenza? Prendi la Tachipirina.
Hai mal di gola? Prendi la Tachipirina.
Visto che la Tachipirina sembra in grado di rispondere a qualsiasi necessità dell’essere umano, mi chiedo e domando perché – in condizioni normali – ci si prenda la briga di diversificare il consumo di farmaci utilizzando assurdità come il Moment Act, l’Aspirina, il Brufen, l’Oki, l’Efferalgan e compagnia cantante. Sono confusa. Sono perplessa. E spero ardentemente di non ammalarmi mai più.

karen wtf

La sala d’aspetto di una ginecologa è un luogo abbastanza spaventoso. Ci arrivi in preda all’agitazione – è passato un mese dall’ultima visita, Minicuore starà bene o gli sarà all’improvviso spuntata la coda? – e tutto quello che desideri è che la dottoressa ti chiami e ti dica che non c’è niente che non va. Invece no. Visto che anche le altre future madri hanno bisogno di pacche sulle spalle e interminabili rassicurazioni, il tempo di attesa – rispetto all’ora prestabilita del vostro appuntamento – è di minimo un’ora. Tanto per prendere le misure, taratevi sugli UCI Cinemas. Il film comincia alle 21? Favola. Preparatevi a sciropparvi cinquanta minuti pubblicità piene di panini parlanti.

karen deserve

In quell’oretta di angoscia accadono, tipicamente, le seguenti cose. I mariti e i fidanzati si stabilizzano sulla lettura di un settimanale sgualcito o spippiolano col telefono. Le donne, dopo aver cercato di tirarli in mezzo discutendo di amenità e vita domestica, alzano bandiera bianca… e cominciano a rompere l’anima a te. Non so cosa pensino, di preciso. Ma guarda, sei gravida anche tu. Quante cose abbiamo in comune! Provo l’irrefrenabile bisogno di raccontarti per filo e per segno il mio ultimo (e CRUENTISSIMO) parto. Io non ti conosco, signora. E non ho alcun bisogno di sapere quanti punti ti hanno messo alla patata dopo la nascita del piccolo Piergiacomo. Mollami, te ne prego.
All’improvviso, poi, irrompe un passeggino.
Le pazienti che hanno finalmente partorito – auspicabilmente meglio della madre di Piergiacomo -, tornano dalla dottoressa a sbandierare la loro creatura e a farsi spiegare che cosa ne sarà del loro apparato riproduttivo.
Niente, se arriva un infante è la fine.
Le gravide sclerano. Si alzano in piedi, corrono verso la carrozzina, afferrano manine e piedini e scatenano una specie di uragano di complimenti e smancerie. MA CHE BELLO. MA CHE BRAVO. MA QUANTO TEMPO HA. PAOLO! GUARDA, PAOLO! NON È UNA MERAVIGLIA? MA CHE SCARPINE TENERE, MA DOVE LE HAI PRESE? SANTO CIELO, HA VOMITATO! MA CHE CARINO!

karen pretend

Comunque.
Sei lì da cent’anni. Hai simulato un cortese interesse nei confronti delle vicissitudini uterine della mamma di Piergiacomo e ti sei appiattita contro una parete per permettere alle gravide più umane e sensibili di te di circondare festosamente il passeggino della prima madre apparsa nel loro radar. Quando hai ormai perso le speranze, però, la dottoressa appare e ti salva. E, sei minuti dopo, stai ascoltando il battito di un Minicuore. Questo è il femorino. Questo è l’avambraccino. Lì c’è il naso. Quello è lo stomachino. Qui c’è la spallina. E ciao. Il tuo cervello si trasforma in un budino turchese pieno di stelline di zucchero.

Minicuore è un maschio, stiamo facendo del nostro meglio e, in buona sostanza, 
non vediamo l’ora di conoscerlo.
Tutto il resto è gelato al pistacchio. 

karen haha

39 Comments

  1. Commento obbligatorio sulle gioie di leggerti: ti adoro.
    Volevo fare tutto un commento sofisticato su quanto io mi rispecchi in molte cose che dici e bla bla bla ti leggo sempre bla bla bla ti cuoro su Instagram e menate varie.
    Ma gnente, la verità è che ti adoro! Grazie di esistere! Unicorni e cose fuffose per te e per Minicuore!

    • Non temere, anche i commenti meno articolati – ma super affettuosi – vanno benissimo. Anzi, pure meglio. Grazie del tifo, ne avremo bisogno! <3

  2. La più divertente descrizione della gravidanza che abbia mai letto! Mille congratulazioni a te e Amore del Cuore! 🙂

    • Ci sono un milione di cose che so con certezza di non saper gestire. Ma sto cercando di abituarmi all’idea e di sentirmi ogni giorno un po’ più padrona della situazione. Riderci su mi aiuta, mettiamola così. 🙂
      Grazie! <3

  3. Mah, io per i primi 3 (in numero) mesi sono morta di nausea, quindi ti invidio alacremente (anche se in modo retrospettivo)
    E oggi andrò dalla ginecologa per farmi dire le sorti del mio apparato riproduttivo a due mesi dal parto. Con Leone. Grazie per avermi raccontato ciò che mi aspetta (ti saprò dire)
    Detto questo, è tutto vero e io sono felicissima per te/voi – anche per io maschietto che lo confesso, io CI ho un debole per i maschietti! Sarà bellissimo! Sarà una cosa meravigliosa! Tanti tanti auguri davvero (cum lacrimuccia)

  4. Il più fantastico racconto di cosa significhi davvero essere GRAVIDE, lontano anni luce da tutte quelle robe melense e svenevoli (o, in alternativa, truci) che mi hanno sempre propinato (soprattutto le mie colleghe, che con i figli alle scuole medie ancora ogni tanto si raccontano i PARTI). Ah, se tutte le donne gravide fossero come te! Ti adoro, e auguro a te e Amore del Cuore un’attesa gioiosa e ridarola! Viva Minocuore!

    • Minocuore è tipo Minotauro! 😀
      Grazie mille… prometto di cedere il meno possibile alla svenevolezza – ormoni permettendo – e di fornirvi sempre resoconti veritieri e obiettivi. E pure un sacco cinici.
      CUORY.

  5. Francesca, ecco le mie risposte alle tue domande. Sono ben 3 mesi avanti di te e quindi praticamente della gestazione SaO TUTTO.
    Per non diventare un bisonte, puoi camminare anche speditamente fino a 2 ore al giorno o nuotare -in tutti gli stili- anche 1 ora al giorno. Al bambino non succede nulla.
    Reggiseni: linea sobriety&poverty di Tezenis, 100% cotone con o senza ferretto: 2 per 19 euro, e la coscienza tacerà.
    La stanchezza tra un pochino passa, e anche l’irritabilità. Verrà sostituita dalla spesomania. Be strong, Francesca, be strong,

    • Voglio già comprare TUTTE LE SCARPINE A FORMA DI ANIMALETTO MAI COMMERCIALIZZATE SUL PIANETA TERRA.

  6. Leggerti è bellissimo ed è una boccata di ossigeno. Nella maggior parte dei casi che ho avuto attorno la gravidanza sembra far aumentare le tette ma diminuire il cervello ma qui, invece, è tutto un fiorire di bellezza. Quasi quasi hai fatto venire voglia anche a me.
    In bocca al lupo. Sarà tutto bellissimo!

    • Speriamo che l’espansione incontrollata delle tette non finisca per danneggiare anche la mia capacità d’intendere e di volere. Nel frattempo, però, mi stai rassicurando molto. Evviva! <3

  7. Sono commossa, finalmente qualcuno ha descritto come mi sento senza smancerie! apparte le nausee, beata te!
    tanti auguri a voi <3

    • Mi sento mega in colpa nei vostri confronti per non aver avuto nausee. C’è chi la piglia sportivamente – come te – e chi, invece, mi serba un evidente rancore. Non so cosa devo fare. 😀

  8. Congratulazioni! Anch’io sono incinta e posso smentire: ho vissuto la combinazione NO NAUSEE – FEMMINA IN ARRIVO. Tiè.
    Io aspettavo i tanto agognati sbalzi ormonali per permettermi di sclerare, e invece niente, continuo a essere la persona – quasi sempre – equilibrata di prima. Suppongo che durante il travaglio mi trasformerò in Regan, la bambina dell’esorcista, e butterò fuori di tutto, oltre che la bambina… 😀

    • Femmina e niente nausee? Sei praticamente una chimera! Voglio utilizzarti come vessillo! PARLANE AL MONDO, È TUO DOVERE! <3
      Continua a non sclerare, rende la vita molto più semplice. E sospetto che la gente ti farà anche dei regali più belli, visto che sei così buona e cara. Io verrò probabilmente processata a Norimberga e riceverò una culla fatta con uno scatolone vecchio.

  9. Adoro i tuoi post e Karen walker, questa combo micidiale mi ha provocato forti accessi di risa in autobus. È quanto di più lucido abbia letto sulla gravidanza, una lucidità che nulla toglie alla tenerezza, due componenti che Minicuore apprezzerà tantissimo. Infiniti auguri, e, se proprio non sai dove mettere le tette, io me le prendo!

    • Affitto tette, astenersi perditempo.
      Grazie mille, spero di non perdere lucidità al crescere della bonza. Voi, nel caso, ditemelo.
      <3

  10. Tantissime congratulazioni!
    Sono sicura che tu e Amore del Cuore sarete due bravissimi genitori e Ottone un perfetto baby-sitter!
    Cuorini <3

    • Speriamo tu abbia ragione, Elena. Ce lo auguriamo tantissimo! <3

  11. E ora piango.
    E non ho nemmeno la scusa di essere gravida, quindi piango e basta.
    Molti cuori per il minicuore!

    • Non piangere! Rallegrati. Bevi (tu che puoi). Danza. Fai quel che ti pare, ma non piangere! 🙂

  12. Congratulazioni!!!!!!! Ho scoperto il tuo blog per caso due anni fa mentre organizzavo il mio matrimonio (il post sull’organizzazione di matrimoni e Chtulu mi ha aperto un mondo) e non mi sono più persa una riga.
    Non vedo l’ora che arrivi il momento in cui gli ormoni impazziti ti faranno scrivere meraviglie di nonsense a caso.
    Forza Minicuore, dacci dentro! 😀

    • Mi sono insensatamente messa a pensare all’eventuale matrimonio di Minicuore.
      😀

  13. Dì alla tua amica che io ho avuto un maschio e ho vomitato per 9 mesi.

    9 mesi di gelato al pistacchio in pratica
    (Tantissimi auguri!)

    • Hai sofferto, ma hai sfatato una leggenda popolare. Onore a te! 😀

  14. Elisabetta Reply

    Sono una lettrice felice! Io ho svomitazzato notte e giorno per tre mesi, però ho avuto un parto velocissimo e zero cruento. Questo per dire che nella gravidanza nulla ha senso! Proprio come quello che gli ormoni ti portano a dire o a fare. Stai serena, i kg si perdono tutti. E potrai portarti minicuore a vederti giocare a tennis

    • Non potevo leggere un commento più rasserenante di questo. Grazie! 😀

  15. Post obbligatorio, commento obbligatorio: un minicuore! Una gigagioia *-* Congratulazioni, tienici aggiornata e CHE INVIDIA PER LE TETTE.

  16. Che meraviglia! Non solo per il post, che per la prima volta mi ha fatto guardare al discorso gravidanza con meno ribrezzo e più divertimento, ma soprattutto per te e minicuore. È davvero fortunato ad avere una mamma (e un gatto) così! Tantissime congratulazioni!!!

  17. Mi sono emozionata per te. Ma tanto, anche. Cielo, Tegamini è incinta! Sarà il caso di mangiarsi un gelato al pistacchio (e grande anche, così ce n’è di meno nel mondo, lei vive più serena e Minicuore pure).
    Però di tutta la faccenda c’è una cosa che mi incuriosisce troppo, perdonami ma devo sapere: chi è, quell’affascinante e alcolizzata signora? DEVO conoscere lo straordinario personaggio delle immagini che beve alchool al posto tuo. Da dove viene. Come si chiama. Cosa fa per vivere. Da quale universo televisivo viene… è esattamente così che ho sempre immaginato la mia fata madrina!

    PS. ho grandi aspettative sul momento del toto-nome. Emeriti estranei che ti consigliano tutti convinti ASDRUBALE ti faranno venire i capelli bianchi, ma ti assicureranno anche un post spassosissimo. In bocca al lupo per tutto 🙂

    • Ma è Karen di “Will&Grace”! Non puoi vivere senza. Documentati! 😀

  18. Lurkerella Reply

    Congratulazioni e cose dolci e poffose! La mia amata Progenie va già alle medie, ma i vecchi tempi sono indimenticabili…avrai già notato che ne sanno tutt* più di te, pivella, ma tu fregatene. Ah, comincia a delegare (a proposito di consigli non richiesti)! In bocca al lupo!

    • Non temere, sono la persona meno accentratrice del mondo. FATE DELLE COSE PER ME. 😀

  19. CONGRATS!!!!! Eggnente, anche io a corto di parole dopo la full immersion in questo resoconto da Pulitzer for Mummies. Felicità a pioggia e cuoricini a tempesta!

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