Archive for the viaggi Tag

frecciarossa

Fenomenologia del treno: la gente che non si sa sedere

Il genitore piacentino medio, se la sua prole decide di andare all’università a Milano, è molto difficile che dica “O prole mia, ma che sarà mai, ti affitto una simpatica e ammiccante garçonnière in zona Colonne, che così puoi razzolare felice coi tuoi compagnucci di corso… e se poi trovi anche il tempo di studiare, insomma, tanto meglio. Uscire di
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Oslo: una mini-guida per gente buffa

*** Dunque, con Amore del Cuore abbiamo sviluppato questa specialità di andare in inverno dove c’è freddo. Un talento che ci ha portati a Berlino nel 2010 – durante la tempesta di neve più impetuosa che l’Europa ricordi -, ad Amsterdam nel 2011 – coi cigni che agonizzavano, incastrati nel ghiaccio dei canali – e a Oslo, pochi giorni fa.
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ciliegio

Andare al lago e poi stare in collina

Non saprò far fare i salti ai sassi sul pelo dell’acqua, ma sono bravissima ad andare in giro. C’è della gente che torna da qualsiasi tipo di esperienza gitesca con bagagli pieni di traumi, polemiche, recriminazioni e rimpianti… ma io no, zampetto felice mangiando ghiaccioli fotonici e mi guardo ben bene dal lamentarmi, anche se non mi porto mai i
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gubbio

I viaggi dei vecchi

Da piccola mi leggevano racconti edificanti. Uno dei preferiti di MADRE era quello di San Francesco che va a Gubbio per ingiungere al lupo locale di redimersi e diventare un grosso cagnone domestico. Il titolo era ben poco evocativo – San Francesco e il lupo di Gubbio – e mi riempiva d’indignazione. Che c’entrava San Francesco in tutta quella storia?
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Ernesto Sábato, Sopra eroi e tombe

Alejandra non si faceva viva e Martín si rifugiava nel suo lavoro e nella compagnia di Bruno. Furono tempi di tristezza meditativa: ancora non erano arrivati quelli della tristezza caotica e tenebrosa. Sembrava l’umore adatto a quell’autunno di Buenos Aires, non soltanto autunno di foglie secche, di cieli grigi e di piogge, ma anche di disordine, di nebulosa scontentezza. Ernesto
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Il dilemma del minibar

Se vai al bar e chiedi una birra in bottiglia, la pagherai un casino piú cara rispetto alla medesima birra comprata al supermercato. Se poi apri il minibar della tua sontuosa camera d’albergo, la solita bottiglia ti costerà ancora e ancora di piú, diciamo quanto un cucciolo di koala di contrabbando, col pelo ancora un po’ appiccicato d’eucalipto. Il fenomeno
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