Archive for the foto Tag

ciliegio

Andare al lago e poi stare in collina

Non saprò far fare i salti ai sassi sul pelo dell’acqua, ma sono bravissima ad andare in giro. C’è della gente che torna da qualsiasi tipo di esperienza gitesca con bagagli pieni di traumi, polemiche, recriminazioni e rimpianti… ma io no, zampetto felice mangiando ghiaccioli fotonici e mi guardo ben bene dal lamentarmi, anche se non mi porto mai i
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È una palese menzogna

Anche la meno immaginativa delle persone riuscirà a farsi venire in mente almeno un migliaio di cose più allegre di quest’edicola. Un pozzo senza fondo è più allegro dell’Edicola Allegra. I manichini di Zara che somigliano a Hitler sono più allegri dell’Edicola Allegra. Ma pure una torbiera falciata dal maestrale o un gatto con tredici chili di petardi legati alla
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Cose imparate all’improvviso

Sono un po’ come quelle bambole con le palpebre che ad un certo punto smettono di muoversi in maniera sincronizzata. Lo so perchè una mia amica mi ha cucinato il pranzo e poi mi ha fatto una foto. E fa paura avere una persona che ti scatta un primissimo piano per il suo progetto bello, pieno di persone che hanno
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Parigi: pezzi di mostro

Provo un interesse di difficile interpretazione per le vetrine. Mi piacciono tantissimo. Le vetrine sono davvero avvincenti. Sia visivamente che antropologicamente. E anche un po’ per l’organizzazione dello spazio. Se vai in un posto sconosciuto e guardi le vetrine, è come dover aprire uova di Pasqua ogni cinque metri. E non sto parlando della fascinazione consumistica da acquisto, è proprio
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Il condominio del demonio

Una volta, il palazzo di Amore del Cuore aveva un citofono. Una volta. Perchè ora non c’è più. Si è dissolto, forse è stato divelto, o è caduto. Insomma, temo proprio che non scopriremo mai la verità.  Quel che è certo, è che il citofono è scomparso, risucchiato dal mistero e dal dubbio. In compenso, al posto del citofono è
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The dead van

Continuo ad imbattermi in assurdità. Vago serena per strada e all’improvviso, tanto per citare uno degli ultimi mirabili avvistamenti, mi passa davanti uno con una moka da sei tatuata sul polpaccio. Due volte, l’ho incontrato, il tizio con la moka tatuata, e non abito in un villaggio di pescatori in Papuasia. Ora, i casi sono due. Potrebbe essere colpa mia,
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Torinoshire

In centro a Torino, le persone camminano per strada. Tutto è normale, tutto scorre con l’ineluttabilità degli eventi comuni e noiosi. Ad un certo punto, però, qualcosa accade: il pedone standard capisce chi è veramente. Non gli è molto chiaro come sia successo, ma semplicemente SA… o è riuscito a ripescare un ricordo sepolto. Il pedone capisce di essere un
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Caduta massi

Sto pensando di lasciare aperta la finestra solo per vedere come mai può essere, un wc intasato dai calcinacci.

L’amore decolla a dorso d’alpaca

Non tutti sanno che San Valentino fu decapitato. Anzi, decollato, come dicono quelli con un lessico rispettabile. Personalmente, sentir dire che San Valentino fu “decollato” scatena in me una serie di immagini di una blasfemia unica e rarissima. Tipo, San Valentino che vola, con l’ausilio di un’armatura come quella di Iron Man, solo un po’ meno cromata e un po’
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