*** In un raro quanto emozionante sabato di sole serio, sono andata in gita a Zoom, il bioparco immersivo – ho controllato, si dice bioparco immersivo – a una mezz’ora da Torino. C’eravamo io e Amore del Cuore, insieme a una nutrita rappresentanza di mamme blogger, che se hai dei piccoli umani è bello portarli a guardare gli animali da
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Fermi tutti. Lo so, lo so. C’è un uccellone grigioazzurro che sembra voler stritolare una papera… ma non facciamoci travolgere dall’entusiasmo. Perché il Balaeniceps Rex, per gli amici più cari anche “Becco a scarpa”, è molto più di un frantumatore di papere. È un artista. È un fine interprete drammatico, di quelli così bravi da riuscire anche a sorprenderci in
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Quant’è passato? Un trimestre? L’ultima volta che vi ho tormentati con le keyword di Tegamini è finita a colpi di PORTAEREI DI GHIACCIO fatte di pykrete. Anzi, la penultima. Perché a dicembre il gran finale ce lo ha regalato uno che cercava la MANNARA PROSCIUTTI… che la sapienza del cosmo lo protegga nei secoli. Comunque, non è che stavolta
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Rispettando più promesse di ogni politico attualmente in giro, siamo qua per proclamare ufficialmente il fortunaterrimo vincitore/vincitrice dell’istruttivo e avvincentissimo GHIVAUEI Zoologico. In palio c’era il meraviglioso Libro dell’ignoranza sugli animali di John Lloyd e John Mitchinson. E a chi mai sarà toccato? Come da tradizione, c’è un indecorosissimo video di premiazione. Apparirà un recalcitrante gatto Ottone, assisterete a una
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MADRE – Pronto? TEGAMINI – Madre. MADRE – PRONTOOOOO! TEGAMINI – MADRE! CHE CAVOLO URLI! MADRE – Eh, non ti sentivo. TEGAMINI – Mi senti adesso? MADRE – Ti sento, ti sento, è inutile che ti agiti. Come sta il gatto? TEGAMINI – Ottone ha scoperto gli insetti. MADRE – Come! TEGAMINI – Eh, eravamo a letto e c’era
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Che avete fatto di bello in questi giorni piacevolmente temperati e anche un po’ baciati dal sole? Passeggiate? Aperitivi? Giri a cavallo per amene colline? Sci e bombardini? Eh, che avete fatto? Io mi sono ammalata. Ed è morto anche l’ultimo pesce rosso, il povero Nicolascage. Una fine orrenda e segnata dai tormenti. Non si sa come, ma il cranietto
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La posta dell’ufficio. La posta dell’ufficio è imprevedibile. Possono capitare giornate felici e giornate di scalogna cupissima e devastante. Può succedere che in una mattina ti rispondano i più improbabili personaggi mitologici, creature astratte che magari non stanno nemmeno nell’ufficio della tua città e, visto che non le hai mai incontrate, a un certo punto inizi anche a pensare che
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Dopo l’inspiegabile dipartita di Ermanno (pesce nero dall’occhio ingombrante e dalla pinna fluente) anche il povero Mugatu ha deciso di porre fine alle tribolazioni della sua vita terrena arenandosi dolcemente sul fondo della vaschetta. A dirla tutta, la morte di Mugatu è stata meno incredibile di quella di Ermanno che, fino all’ultimo, sembrava godere di un’ottima ed esuberante salute. Certo,
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È un po’ che non parliamo dell’alpaca e che non gli dedichiamo l’attenzione che merita. Perché l’alpaca è l’animale più sublime di tutte le galassie! Paladino di poffosità, amico di ogni creatura visibile e invisibile, protettore dei pascoli erbosi e della gioia più splendente! Ecco. Per ricordarvi perché l’alpaca è straordinario, oltre a suggerirvi l’attenta lettura della prima e indimenticabile
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Il mondo è pieno di zoo. E questi zoo, molto spesso, sono a loro volta pieni di bestie che al mondo non ci sono quasi più. È vero, sarebbe più bello se tutti gli animalini fossero liberi, allegri, ben pasciuti e lontani da ogni male, ma visto che l’universo è indifferente ai nostri più ammirevoli desideri, c’è anche da
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*** TEGAMINI – Mamma mamma mamma possiamo avere un gatto? MADRE – …a me piacerebbe molto, lo sai, ma devi chiedere a tuo padre. TEGAMINI – Papà papà papà possiamo avere un gatto? PAPA’ – No. TEGAMINI – Ma perché! PAPA’ – Perché no. TEGAMINI – Ma la mamma… PAPA’ – No. Una ventina d’anni dopo: AMORE DEL CUORE –
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Per chi fosse (giustamente) ignaro di tutto, dirò che sono andata a fare un giro a Oslo, qualche settimana fa. Pessima idea, andare in vacanza all’inizio del mese, a stipendio praticamente intatto. Vai in giro in mezzo ai fiordi e ti convinci di avere addirittura un po’ di potere d’acquisto… ma poi torni a casa e ti viene in mente
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