Archive for the 'friday reads' Category

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Requiem del dodo: intervista ad Arianna Gasbarro

  C’è un giovane regista in cerca del colpo di genio che lo consegnerà alla storia del cinema. C’è il ricordo di un amico scomparso che continua a riaffiorare, come un fantasma molto tenace. Ci sono animali impagliati che fanno da figuranti in un documentario per bambini. C’è una ragazza che un po’ lavora come dodo-comparsa e un po’ si
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Atletico Minaccia Football Club: intervista a Marco Marsullo

*** I libri divertenti sono molto necessari. Almeno, a me i libri divertenti servono moltissimo. Mi riposano. Mi fanno delle sorprese. Mi scarrozzano in posti improbabili. Si fanno leggere in fretta e lasciano quella piacevole sensazione di contentezza cicciottella che, di solito, sopraggiunge appena dopo aver mangiato uno di quei cioccolatini giganti al RUM. Dovrei leggerne di più, di libri
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Murakami Haruki, 1Q84

- No, non do nomi alle farfalle. Ma anche senza nomi, le distinguo l’una dall’altra dal disegno e dalla forma. Inoltre, quando si dà loro un nome, chissà perchè muoiono subito. Queste creature non hanno nome e vivono per un tempo molto breve. Ogni giorno vengo qui, le incontro, le saluto e faccio con loro vari discorsi. Ma, quando il
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Donald Antrim, I cento fratelli

È scioccante, invero, il modo in cui circostanze terribili nella vita di una persona col tempo arrivino a dare l’impressione di essere, solo perchè la persona in questione le conosce, perfettamente normali. Partite perse, giocattoli rubati, vestiti ereditati che non sono mai della tua misura. Io amo i miei fratelli, e li detesto con tutto me stesso. Io! Io!, sembrano
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Paolo Sortino, Elisabeth

Anni prima, dopo l’ennesima sfuriata di  Josef, le aveva fatto quello strano discorso. L’aveva chiamata da parte dicendole che per colpa di nessuno – né sua, di Elisabeth, ma nemmeno di suo padre – possedeva poteri che nell’impazienza di farsi adulta andavano scontrandosi con quelli del vecchio, facendolo impazzire. Le aveva spiegato che sarebbe occorso tempo per imparare a controllare
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Diego De Silva, La donna di scorta

La vita con lei era stata un unico susseguirsi naturale e ordinato. Perfino il parto. Le vennero le doglie che era sola in casa, e se ne andò in ospedale senza dire niente a nessuno. Livio non fece in tempo ad arrivare che Martina era già nata. – Perchè non mi hai chiamato, – le chiese appena lo fecero entrare.
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Juan Rulfo, Pedro Páramo

C’erano stelle cadenti. Si spensero le luci a Comala. Allora il cielo si impadronì della notte. Juan Rulfo Pedro Páramo Einaudi – Arcipelago ***

Flannery O’Connor, Il cielo è dei violenti

Mentre Tarwater aggrediva la terra con la vanga la voce dell’estraneo si caricò d’una sorta di rabbia repressa e lui continuò a ripetere: tu devi seppellirlo, tutto e completamente, e quel maestro, invece, lo brucerebbe in un minuto. Dopo un’ora e più che scavava, la fossa era arrivata a solo una trentina di centimetri, meno dello spessore del morto. Il
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Joe Speedboat, Tommy Wieringa

La taccolina era calda e un po’ appiccicosa, e nonostante la sua piccolezza dava l’impressione di essere un grande cuore trepidante nella mia mano. “Bè”, disse Joe, scrollando le spalle, “tutti devono pur avere qualcosa da accarezzare”. Afferrò i manici della carrozzella e la girò verso Lomark. Io proteggevo la piccola taccola con il palmo. Sarebbe stata i miei Occhi
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Cormac McCarthy, Suttree

Sotto il vulcano… si vaga un po’ confusi

- Geoffrey, muoio di sete, perchè non ci fermiamo un momento a bere qualcosa? – Geoffrey, mettiamo da parte il ritegno per una volta e ubriachiamoci insieme prima di colazione! Ma Yvonne non disse nessuna di queste cose. Malcolm Lowry, Sotto il vulcano

Magda Szabó, La ballata di Iza

La vecchia si stava preparando a uscire. Disse che avrebbe ascoltato i suoi racconti prima possibile ma ora doveva proprio andare. Iza la guardò allibita. La madre prese la sporta vuota, salutò, uscì. Iza si piantò con i gomiti sul davanzale della finestra e la cercò allarmata con lo sguardo. La calura soffocante era cessata. La madre uscì sulla strada,
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The Imperfectionists, giornalisti mollicci

“What?” he asks suspiciously. “What is it?” “I was just thinking how handsome you are.” “How fat, you mean”. “No”, she says. “Handsome”. She kisses his cheek, then his lips. “You are. And I’m not the only one who thinks so, either.” “So I’ve got admirers now?” “I’m not about to tell you, am I. You might run off.” “I
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Super sad true love story, Gary Shteyngart

Lenny! You are not going to screw this up. You have been given a chance to help the most beautiful woman in the world. You must be good, Lenny. You must not think of yourself at all. Only of this little creature before you. Then you will be helped in turn. If you don’t pull this off, if you hurt
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Friday Reads con l’avvocato Malinconico

Per colpire davvero non devi mirare all’assoluto, ma alle categorie. È essere comuni che offende. Se a uno gli dai del ladro, è un conto. Ma se gli dici, mettiamo, che è ladro come tutti gli agenti immobiliari, allora vedi come s’incazza. Per offendere qualcuno bisogna sempre sputtanarlo davanti ai suoi amici, in un certo senso. Prova a dire a
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