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Baggianate di variegata quotidianità

Volevo iniziare con delle cose allegre, ma ho appena scoperto che Ottone von Asgard ha sgranocchiato l’ultimo caricabatteria superstite del Mac. Con quest’ultima prodezza, i danni provocati da Ottone von Accidenti in poco meno di un anno di convivenza sono i seguenti:

  • n.2 caricabatteria per l’iPhone.
  • n.2 caricabatteria del Mac.
  • n.1 macchina del caffè (una roba cubica del peso di circa quattro chili, impossibile da ribaltare… o almeno così credevo)
  • n.1 ferro da stiro (anch’esso vittima di un tragico volo dalla sommità della lavatrice)
  • n.1 calice da vino
  • n.1 bicchiere di vetro per l’acqua
  • n.1 smalto Opi (esploso tragicamente in un tripudio di verde bosco)
  • n.1 tappetino peloso della doccia dell’Ikea (vedi sopra)
  • n.3 cosetti di FARD (cascati rovinosamente in terra in un milione di briciole mai più ricomponibili)
  • n.1 set di lenzuola + coprimaterasso (fatti a brandelli dalle sue unghie)

L’umanità ha già scoperto un modo per impedire ai propri gatti di masticare senza ritegno una vasta gamma di costosi accessori tecnologici? Solo Ottone von Accidenti mangia i fili della roba? Come posso fermarlo? Ma soprattutto, come diamine è possibile che non sia ancora morto fulminato?
Se qualcuno sa, PARLI. Sto per impiccarlo al soppalco con i resti di tutti i miei cavi.

***

MADRE – Ma lo sai che il comune mi ha mandato una lettera?
TEGAMINI – …oh no, che cosa hai fatto?
MADRE – Ma niente. “Gentile Signora, in occasione del suo sessantacinquesimo compleanno, cogliamo l’occasione per ricordarle che, da ora, potrà viaggiare gratuitamente su tutti gli autobus cittadini…”
TEGAMINI – Il pass degli anziani!
MADRE – Taci, va. Mi sono messa a piangere quando l’ho letta. Non ci ho dormito.
TEGAMINI – Guarda che adesso potete anche andare al cinema con la riduzione. Magari in autobus…
MADRE – Ti passo tuo padre.
TEGAMINI – Ma lo sanno, quelli del comune, che te potresti sollevarlo un autobus?

Ebbene sì, MADRE ha compiuto gli anni. E, per fare la giovane dentro, ha deciso di inviarmi una foto da FESCION BLOGGHER – e senza nemmeno sapere dell’esistenza delle FESCION BLOGGHER, casualità che non fa che trasformarla nel più genuino e autentico dei talenti naturali -, con questo maglione rosso con gli alamari che lei stessa sferruzzò una quarantina d’anni fa. Come da tradizione, la foto è tornata al mittente con alcune modifiche.

La verità è che sarebbe meraviglioso poter indossare dei maglioni sferruzzati da MADRE. Lei, però, preferisce passare il tempo a spolverare i soffitti con un gigantesco Swiffer telescopico. E io continuo a vagare nuda e tremolante per il reparto donna di Zara – dalla parte della roba che costa meno.

***

L’altra settimana, con strabiliante e svizzera puntualità, ho finito di tradurre il mio terzo librino. E ho festeggiato – elegantissima nella felpa gigante di Amore del Cuore, più maglietta di Cookie Monster di una tonalità azzurrognola del tutto differente – agitando per aria una risma di carta piena di scarabocchi blu.

***

Domenica abbiamo commesso un grave sbaglio. Siamo andati alla Fiera degli Sposi al Forum di Assago. L’ultima volta che ho messo piede al Forum di Assago avevo diciott’anni e c’era il concerto degli Offspring. Alla fine ho comprato una maglia con un teschio fiammeggiante alato e me la sono messa per andare a fare il test d’ingresso all’Università Commerciale Luigi Bocconi. Era settembre, e indossavo anche un paio di ciabatte di gomma e un numero imprecisato – ma ingentissimo – di accessori borchiati. Comunque, siamo andati a questa Fiera degli Sposi, tanto per far finta di essere impegnati da matti sul fronte Matrimoniadi. Ma vediamo cosa c’è. Magari troviamo delle robe carine e interessanti, magari è utile per capire dove andarci a comprare i vestiti. Che ne so, ci saranno delle magnifiche decorazioni che ci ispireranno immensamente. E quelli che stampano le partecipazioni. E gli sconti. E dei volpini di Pomerania da noleggiare come paggetti.
MADORNALE ERRORE, direbbe Vizzini, l’avvelenatore siciliano.

La Fiera degli Sposi ci ha insegnato che il matrimonio è l’ultima frontiera del kitsch.
Fiocchetti di raso da tutte le parti. Fedi idiote piene di scritte e arzigogoli e immotivati bitorzoli. Fotografi che possono filmare la cerimonia con telecamerine-elicottero. Carrozze bianche e calessini. Vestiti di cartongesso, brutti come la paura e tempestati di brillantini dell’Orso Tatù. Truccatrici stremate alle prese con volti a malapena umani. Gabbiette candide, gabbiette ovunque – piene di maledetti fiocchettini di raso. Confetti MARRONI.

fiera degli sposi

L’unica cosa che abbiamo capito senza terrorizzarci troppo è che vanno di moda le palle vegetali. In pratica, prendi un vaso di cristallo, ci cacci dentro una di queste palle fatte di fiori, foglie o muschio o plastica iper-realistica e sei a posto. Le palle vegetali mi sono piaciute, devo ammetterlo. Ne voglio un casino, alle Matrimoniadi. Palle vegetali ogni due metri. Sui tavoli, in terra, appese per aria. Palle vegetali nel prato. Così poi buttiamo in terra quattro maglioni e facciamo un calcetto col portiere volante. Se segna la sposa, vale doppio.

palle vegetali

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Grazie alla sempre attenta Francesca Mastruzzo, ho scoperto RANDO. E ho sviluppato una soddisfacentissima dipendenza. In pratica, Rando è un’app di condivisione anonima (ma geolocalizzata) di fotografie tondeggianti. Fai una foto e schiacci INVIA. E il tuo Rando va a finire a una persona a caso nel mondo. Si può vedere dov’è andata la tua foto ma non si può sapere chi l’ha ricevuta. Idem per quello che ti arriva. Ogni volta che regali un Rando a qualcuno, ti arriva un Rando nuovo.
Io l’ho presa molto sul patriottico. Fotografo tazze di caffè Illy espressissimo con bicchierino d’acqua di accompagnamento. Fotografo i monumenti. Fotografo le scritte in italiano, i giornali, le strade belle. Amore del Cuore, con lo stesso spirito, ha passato due giorni a mandare dei bidet a tutti, che magari nel mondo c’è chi non hai mai provato l’emozione di utilizzarne uno.
Comunque, uno s’impegna, ma poi non sempre riceve delle meraviglie. Io mi sento discretamente fortunata. In mezzo a tanto ciarpame, ci sono anche un sacco di cose interessanti. Un po’ inquietanti, ma belle e sorprendenti. Per dire, chi lo sapeva che Samara di The Ring si era trasferita a Buenos Aires…

Rando Samara The Ring

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Concluderei questa carrellata di assurdità con un sentito ringraziamento. Perché non solo il post dedicato a Infinite Jest ha regalato a Tegamini la sua giornata più visitosa di sempre, ma si è anche diffuso pazzamente fin nei luoghi più remoti e inospitali dell’impero. Perbacco, c’è della gente che ha cominciato a seguirmi persino su Depop, dopo il post di Infinite Jest. Insomma, grazie per aver letto, condiviso e commentato con tutto questo entusiasmo. Che sia l’alba di una nuova rubrica, “Leggi un mattone con Tegamini”? Per adesso sono contenta e disorientata, e credo che la soluzione più opportuna sia dirvelo con una bestiola.

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5 Responses to “Baggianate di variegata quotidianità”

  1. matteo says:

    Attiverò un planning serissssssimo per le Matrimoniadi. Oh yes.

  2. yliharma says:

    Purtroppo non ti so dire come fermare Ottone Von Accidenti, in anni e anni di esperienza gattosa ancora non ho trovato qualcosa che funzioni davvero…alcuni consigliano repellente per gatti da spruzzare in giro (mai funzionato), altri vanno di sgridata solenne con sculacciata del cosciotto (aria fresca…), io mi rassegno. Metto via tutto, nascondo gli oggetti del desiderio quando il gatto non vede, metto in ordine e prego che non impari mai ad aprire i cassetti :D
    Per dire ho avuto un gatto feticista delle spalline, le mangiava (ho trovato i reperti nella cassettina…) tutte: canotte? reggiseno? cotone? elastiche? Buone tutte…

  3. carola says:

    WE LOVE OTTONE!! Rimedio: wireless per ogni cosa possibile, e tanta attenzione. Ieri mattina il gatto che mi ha adottato (è della mia vicina, ma ha deciso che casa mia gli piace di più) non appena mi sono girata un attimo ha lasciato perdere la sua scodella di delizie inestimabili mattutine al filetto in salsa natuarle di non so più cosa e ha cominciato a leccare con cura e pazienza l’intera MIA (ultima disponibile, peraltro) fetta di ciambellone. Lezione: se ti distrai perdi la colazione. Ah: occhio assolutamente, visto la “filofilia”, ai laccetti di plastica con cui si legano i sacchetti della spazzatura: se li mangia devi correre al pronto soccorso veterinario (non scherzo!). Io uso i sacchetti con i manici, ed ho un pensiero di meno.
    ciao!!!
    PS: le palle vegetali in effetti sono, fra gli orrori che appestano di solito le matrimoniadi, una delle poche cose da salvare. Se scegliete i confetti MARRONI, per favore, mandamene un sacchetto -ricordo :D

    • Tegamini says:

      Daremo in pasto le palle vegetali a Ottone, risolvendo così la piaga delle masticazioni moleste e abbellendo al contempo la nostra dimora.

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