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GHIVAUEI zoologico

Che avete fatto di bello in questi giorni piacevolmente temperati e anche un po’ baciati dal sole? Passeggiate? Aperitivi? Giri a cavallo per amene colline? Sci e bombardini? Eh, che avete fatto?
Io mi sono ammalata.
Ed è morto anche l’ultimo pesce rosso, il povero Nicolascage. Una fine orrenda e segnata dai tormenti. Non si sa come, ma il cranietto di Nicolascage ha subito una inspiegabile metamorfosi cromatica (e organica, sospetto), passando da un rassicurante rosso aranciato a un pestifero e spaventoso nero pece. Poi, per ragioni che mai capiremo, gli è scomparsa la coda. Agghiacciante.
Per ristabilire un karma positivo nell’area precedentemente occupata dagli sventuratissimi pescetti – sopra alla lavatrice vintage che non abbiamo mai portato in cantina con la scusa che “insomma, lì sta bene, guarda come arreda” – ho unilateralmente deciso di traslocare le pile dei libri da leggere. Che si sa, i libri giovano all’equilibrio karmico. Meglio dei libri c’è solo la focaccia, ma la focaccia deperisce ed è poco gestibile in un soggiorno. Comunque, ora i libri da leggere non sono più in terra:

ho usato comunque il filtro “Oscurità&Decadenza”,
che la cappa luttuosa dei pesci ci metterà un po’ ad abbandonarci

Bene, frugando nel libri parcheggiati ho scoperto di avere un illustre doppione – molto Tegaminico – che vi vorrei regalare. Ma prima di parlare di questa cosa interessante vorrei anche dirne delle altre che non c’entrano niente.
Tipo: ho fatto la prima torta salata della mia vita. Ed è fighissima.

EPIC WIN

***

Mi hanno donato delle cose. Un minuscolo padellategame per le uova – il secondo da quando mi fregio del titolo di Tegamini – e un piccolo piccolo alpaca.

grazie, madama @giuliataddeo!

***

Poi, uno scrittore mi ha mandato il suo libro, con una super dedica. Io l’ho letto in un battibaleno e alla fine ero un po’ disperata. E’ la storia di un centometrista che inizia a correre per scappare il più lontano possibile dalla grande tragedia che ha schiacciato, improvvisamente, la sua infanzia. E più veloce corre, più il resto va in pezzi. Il futuro, la storia con la ragazza che ama, la possibilità di spazzare via il senso di colpa da propri ricordi. E lo troviamo lì, mezzo cieco e drogato come un cavallo bardigiano, ai blocchi di partenza della sua ultima gara, quella che deve vincere ad ogni costo. Perché pure nella corsa non ha fatto che accumulare medaglie d’argento. E tutto diventa un gran bel saltellare tra piani temporali diversi, in un super puzzle di memoria e frammenti di cuore, di avversari che ci scrutano e che diventano specchio del peggio che siamo, di affetto e bisogno di protezione che si trasformano nel più perfetto degli egoismi.
Insomma, non è un libro allegro e spensierato. Ma è un libro pieno di cose che scappano via veloci, in un passato-presente-futuro che somiglia a una di quelle grossissime ragnatele simmetriche e precise.
Grazie molte, dunque, a Emiliano Gucci per il bel regalo e in bocca al lupo al suo Nel vento.

 


***

Poi, visto che quando sono malata leggo le riviste FESCION, ho scoperto che la Miuccia Prada ha deciso di farci del male con la calzatura più agghiacciante del mondo.

ciao, sono una divinità dell’Olimpo che ha pestato un marshmallow-copertone.

***

Per ritrovare la serenità, ho costretto Ottone von Asgard - ormai giunto ai 4 chili e uno di assoluta poffosità – a farsi una foto da bimbominkia insieme a me. Prima, però, MADRE ha voluto dire la sua.

TEGAMINI – Pronto.
MADRE – Allora, stai meglio?
TEGAMINI – Eh, insomma.
MADRE – Non ti curi. Ti strapazzi. E poi ti ammali.
TEGAMINI – MADRE, è dal 2009 che non ho la febbre per più di un giorno. Può anche capitare.
MADRE – …vengo lì?
TEGAMINI – Ma perché!
MADRE – …ah, allora arrangiati. Come sta Ottone?
TEGAMINI – Bene, bene. Gli abbiamo tagliato un po’ le unghie.
MADRE – Guarda che dovete anche limargliele.
TEGAMINI – Certamente. Poi pensavamo di mettergli lo smalto. Siamo indecisi tra il giallo, che così è in tinta con gli occhi, e il rosa-Barbie, che invece è in tinta con la lingua e con il pistolino. Te cosa suggerisci?
MADRE – …ma Francesca!

nessuno limerà il mio gatto.

***

Ma veniamo al GIVAUEI!
Il libro che vorrei donarvi è molto divertente. E’ uno dei “classici” della saggistica intelligente e spassosa e fa parte della serie degli adorabili Libri dell’ignoranza di Lloyd e Mitchinson. Questo qua, visto che siamo pur sempre su Tegamini, è quello dedicato agli animali.


Per averlo dovrete scalare il monte Rushmore senza sfigurare nessun presidente, recapitarmi un vassoio di pasticcini, farvi una foto mentre cavalcate l’alpaca più riottoso del mondo e tatuarvi sulla schiena il ritratto di Hannibal Lecter mentre schiaccia LIKE a Tegamini.
Scusate, dovevo farlo. Perché tutte le volte che un blog regala qualcosa – fosse anche la sorpresa vecchia dell’uovo di Pasqua, quella che neanche al vostro cuginetto scemo è riuscita ad andare a genio – c’è da fare come minimo tutta quella roba lì. Ecco, scherzavo.
Se volete un Libro dell’ignoranza sugli animali, lasciate un commento allegro. Avete tempo fino a mercoledì 6 marzo (a mezzanotte). Poi chiamo Harvey Dent, tiriamo a sorte e vi dico chi ha vinto.
Bene?
Bene.

 

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12 Responses to “GHIVAUEI zoologico”

  1. Francesca says:

    Di solito non partecipo ai ghivauei, ma questa volta, visto che si tratta di pura fortuna e niente di talentuoso da fare, direi che ci posso provare, no? massìdai ci provo!
    Anche se l’idea di scalare il monte Rushmore, cavalcando l’alpaca mentre tatuo un vassoio di pasticcini su Hannibal Letter con un tegamino mi piace… ho capito tutto, no?

  2. Tamara Viola says:

    Come se dice: “A caval donato non si guarda in bocca”… o dovremmo dire “a delfin”? :D In ogni caso mi propongo come spacciatrice di focaccia pugliese, buona e decorativa. Che ne dici?
    Tamara

  3. Nicoletta says:

    allegro come un corgi che corre felice sul prato o come un quokka nel paese degli arcobaleni batuffolosi? :D

  4. elena says:

    Commento spiritoso? Di lunedì mattina? Uhm. Potrei riciclare qualcosa… oppure dirti semplicemente che l’incazzatura di oggi raggiunge livelli così pericolosamente alti che un libro il regalo farebbe da splendido scivolo verso la serenità e la pace interiore.
    Ossequi ad Ottone

  5. piervi23 says:

    Nicolascage non è morto: ha solo assunto la naturale espressione dinamica di colui del quale porta il nome.

  6. piervi23 says:

    Peraltro: la scelta di avere un Ned Stark in bella vista è un memento mori delle morti precoci, gloriose ma clamorosamente inutili, vero?

  7. Serena says:

    1) Vorrei tanto il libro;
    2) la torta salata ha una faccia gustosissima;
    3) non avrei saputo trovare un posto migliore per i libri da leggere;
    4) Ottone è un gran figo;
    5) RIP Nicolascage

  8. laura says:

    ma uff…io sono tre settimane che cerco di ammalarmi, respiro ogni malefico virus e batterio che circola e…niente. Vorrei una di quelle belle febbri che ti lasciano KO per un giorno, incapace di uscire da sotto il piumone. Una perdita di conoscenza temporanea, poi un altro paio di giorni per riprendermi,stando malino…tipo che hai ancora la forza di leggere ;-) . Tre giorni di influenza: chiedo troppo? di cui uno potrebbe essere anche nel fine settimana, valà…esageruma nen…

  9. Cinzia La Secca says:

    /\__/\
    | ° ° |
    \_o_/
    | |
    / \

  10. Marcella says:

    in mancanza del libro di può avere una polaroid hipster della lavatrice d’antan?

  11. [...] ufficialmente il fortunaterrimo vincitore/vincitrice dell’istruttivo e avvincentissimo GHIVAUEI Zoologico. In palio c’era il meraviglioso Libro dell’ignoranza sugli animali di John Lloyd e John [...]

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