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Mai più senza: ZooBorns

 

Il mondo è pieno di zoo. E questi zoo, molto spesso, sono a loro volta pieni di bestie che al mondo non ci sono quasi più. È vero, sarebbe più bello se tutti gli animalini fossero liberi, allegri, ben pasciuti e lontani da ogni male, ma visto che l’universo è indifferente ai nostri più ammirevoli desideri, c’è anche da accontentarsi di quel che c’è. Quindi viva la natura selvaggia, ma viva pure le creature che decidono di riprodursi forsennatamente anche in cattività, sforzandosi di preservare la specie e facendosi studiare a più non posso da volenterosi ricercatori sottopagati.
Ma che cos’è che voglio dire.
Ho scoperto il sito più importante del mondo. Un sito che farà impallidire tutti i vostri patetici Cute Overload pieni di criceti russi con la faccia imbottita di semi. Perché la fuori c’è ZOO BORNS, la mecca dei cuccioli selvaggi!
Dalle creature più user friendly (tipo il leone) alle bestie più indie (vedi l’inquietante binturong, una via di mezzo tra un orso e un gatto), Zoo Borns ci fa sapere cose importantissime, riassumibili più o meno così:

  • da qualche parte nel mondo, in uno zoo è nato un nuovo cucciolo!
  • come sta? È grasso/magro, sano/infermo, intelligente/pirla, socievole/misantropo, ben integrato in famiglia/ripudiato come la più indegna canaglia?
  • come hanno deciso di chiamarlo? Ve lo giuro… certe volte nascono cuccioli senza nome e poi spunta un nuovo post interamente dedicato al battesimo della bestia.
  • prima e dopo – stile orsetto Knut, passato da adorabile palla di candido pelo a gigantesco e sgraziato orso bianco senza niente di speciale. Ci auguriamo si tratti solo di un normalissimo down estetico legato all’adolescenza, piaga universale.
  • ciniche carinerie del tutto gratuite.

I miei beniamini sono Bella la mini-balena beluga, le ripugnanti scimmiette gemelle figlie di Conchetta e Tonta (rapiti dal loro zoo australiano nel 2010 e protagonisti di un rocambolesco quanto avvincente salvataggio), l’allucinato tricheco orfano di Indianapolis, le lontre neonate che non sanno nuotare e il solitario e ADORABILE dik-dik zoppo dello zoo di Chester. Perché, dai, è troppo facile affezionarsi a un leopardino delle nevi…

Ecco, buone cucciolaggini a tutti.
E ricordate, meglio perdere tempo a battezzare kiwi albini che a rincoglionire con Ruzzle.

 

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7 Responses to “Mai più senza: ZooBorns”

  1. La tua superiorità nella blogosfera è stata definitivamente sancita da questo post.
    M’inchino di fronte a te, Regina di tutti i blogger!

  2. Cinzia La Secca says:

    Knut è morto.

  3. Cinzia La Secca says:

    Il mio fidanzato per comunicarmelo si è inventato una lunghissima favola a lieto fine. A metà piangevo disperata.

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