Ho chiesto a MADRE se in casa c’era ancora qualche letterina di Santa Lucia che potevo riciclare per iniziare degnamente un post regalifero ma, dopo aver giurato che ogni cosa mai prodotta da me nell’infanzia è conservata in una camera iperbarica di massima sicurezza, l’implacabile genitrice mi ha informata che non sa più dove sono finite, tutte queste mie missive alla martire orba. Quindi niente, dovrete fare a meno della mia meravigliosa grafia infantile a pennarello colorato. Ricordo distintamente di aver imparato a scrivere, ancora minuscola, proprio per farmi portare i regali giusti il 13 dicembre. E continua a sembrarmi una motivazione nobilissima, perché la verità è che c’è pieno di gente che va in giro a rifilare regali agghiaccianti, a destra e a sinistra.
Ora, visto che c’è tutta quella vecchia storia “i gusti sono gusti” e “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, questo post si chiama “La guida definitiva ai regali che a me piacerebbero”. Ovviamente scoprirete che possono essere ritenuti MERAVIGLIOSI in senso assoluto e che ho ragione – COME SEMPRE – a consigliarli con calore e autentico divertimento. Nessuno mi ha dato dei soldi per parlarne, ma io lo faccio lo stesso, perché A) è tutto piuttosto buffo e voglio rendervi partecipi dell’allegria generale e B) fare le liste dei regali mi fa sentire piccola e molto contenta, come quando lasciavo il cestino col mangiare per l’asinello fuori dalla porta. Anni dopo, s’è scoperto che mangiava tutto mio padre.
Bene. In nessun particolare ordine, ecco la guida regalifera di Tegamini.
E se proprio vogliamo stabilire un PATTERN, direi che è pieno di effetti collaterali della lettura, fenomenologie da baraccone e stravaganze a forma di animale. Ma tutto questo si sapeva già.
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Martin Salisbury + Morag Styles
Children’s Picturebooks: The Art of Visual Storytelling
Martin Salisbury (illustratore) e Morag Styles (studioso di letteratura per piccole persone) fanno un bel giro nella storia dei libri illustrati per capire come le figure si trasformino in mezzi indispensabili al racconto e in formidabili specchi della cultura che le ha fatte germogliare. Si inizia dai disegni sulle pareti delle caverne e si va a finire all’iPad. In mezzo, tutti i libri con le figure che hanno combinato qualcosa di importante.
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La maglietta di Ghiaccio nove di Kurt Vonnegut
Dunque, questa di Ghiaccio nove è la mia preferita, ma su Miles to go ne hanno a migliaia di meraviglie indossabili, tutte prese dai vostri libri del cuore. Ci sono mostri coi tentacoli per Lovecraft, cuori sepolti sotto le assi del pavimento, balene bianche, androidi depressi di nome Marvin… e, al contrario di Out of Print, che usa copertine vintage tanto garbate, qua è il regno delle illustrazioni-ispirate-a. Che poi è un po’ più interessante.
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La varicella di Giant Microbes
Perché possiamo amare anche i pupazzi dei microbi, se sono carini come la varicella. I baldi fabbricatori di balocchi di Giant Microbes, a partire da un accuratissimo studio della morfologia dei virus e dei germi più conosciuti – debellati o meno -, hanno sfornato di tutto, da ebola al colera, senza tralasciare peste bubbonica e sifilide. Ora, non sempre il risultato è adorabile come nel caso della varicella, ma l’esperimento persevera nell’avere un gran bel perché. M’avessero regalato un bel batterio di peluche da piccola, avrei fatto di sicuro il dottore.
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Le tragedie di Benjamin Dewey
Ombrellini, cappelli a cilindro, passatempi desueti, sconforto, animali esotici e surreali disastri. Benjamin Dewey è il mio nuovo eroe: le sue tragedie si possono ammirare su Tumblr, mentre le stampe si trovano su Etsy.
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Sarebbe bello avere un biglietto per i concerti, ma possiamo anche accontentarci della maglietta del tour mondiale dei Mangiamorte. Altroché metallari scandinavi vestiti da troll e Ozzy che sgagna via la testa ai pipistrelli. Qua c’è come minimo un inno all’Avada Kedavra.
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Scott C
The Great Showdowns
A parte la mano meravigliosa del signor Scott C, questo libro è un delizioso compendio di tutte le grandi sfide tra eroi e supercattivi che mai avete amato nella vita. Film, letteratura, fumetti, cultura pop… qua dentro si va dalla terra di Mordor a Full Monty. E ci si diverte pazzamente.
Se poi volete amare ancor di più lo Scott del cuore, c’è in giro anche il suo bellissimo artbook, The Amazing Everything.

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Mystical Animals – Tee and Cake
Questa meraviglia tempestata di creature mitologiche la vendevano su Topshop, ma pare finita. E la Tee and Cake non è che abbia proprio tutta questa capillare distribuzione. Ci troviamo dunque di fronte a un esemplare di felpa di rara e difficile reperibilità, proprio come i grifoni e le remore che l’adornano. Verso la Malesia, comunque, spediscono ancora.
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WildLifePrints
Questo estroso negozietto è specializzato in stampe di zoologia domestica. Animali di ogni forma e tipo si aggirano per stanzine arredate con gusto, sbattendo le ali, tuffandosi nella vasca da bagno o passeggiando sui divani. C’è di tutto, dal leone bianco al delfino, dal branco di volpi alla famiglia di orsi bruni che fa colazione in cucina. Perché non è detto che una casa delle bambole sia fatta solo per le bambole.
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I guscetti di Grove
A Portland c’è una banda di giovani designer/artigiani pazzi che fa i più bei case per l’iPhone del mondo. I loro guscetti, incisi meravigliosamente al laser in un bel blocco di legno, sono disponibili in moltissime varianti d’arte più o meno astratta e, anche se costano più di un bulbo oculare, sembra proprio che siano anche resistenti, oltre che piacevoli alla vista.
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Richard Brereton
Sketchbooks
The hidden art of designers, illustrators & creatives
Scartoffie e scarabocchi magici di chi sta al mondo inventandosi delle cose e, molto spesso, sforna opere d’arte anche quando fa la brutta copia.
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Le spille di Sophie Adde per La Marelle
La prima l’ho comprata in un negozio di giocattoli a Parigi… ma la gioia può proseguire con la nuova collezione. A parte le coccosità generali LaMarelliane, Sophie Adde è particolarmente leggiadra: specializzata in pennutini e fiori, oltre alle spille è finita anche su pochette, sportine e inutilissime cartoline. E che poi non si dica che ho un cuore di pietra.
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La sportini ufficiale di Imaginary Animal
Perché chiamare un piccolo brand “Imaginary Animal” è semplicemente troppo una cosa intelligente. Se poi volete degli agghiaccianti saponcini a forma di arti di bambola, hanno pure quelli, anche se vi consiglierei di propendere per i farfallini tempestati di pony. Se poi siete in mood-Sportini, ci sono anche quelle di Tegamini, che male non vi fanno.
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Il commovente pupazzo di narvalo di MountRoyalMint
Gigantesco e apparentemente morbidissimo, questo narvalo-pupazzo restituisce finalmente al bistrattato e solitario cetaceo polare un po’ dell’amore che la natura, nella sua infinita crudeltà, ha deciso di negargli. Sul vostro divano/letto/cuore, il narvalo di peluche potrà ricevere tutti gli abbracci che merita, nella speranza che, per una magica osmosi, un po’ del vostro affetto riesca a raggiungere anche i suoi cugini in carne, ossa, escrescenze e depressioni varie.
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Le borse-borsellino-della-nonna di Pikula Bags
Assemblate dalle mani sante di una che si chiama Maja, queste borse sono tutte diverse ed estremamente poffose. Sarà che le cose saccottoformi mi mettono allegria da infanzia mai tramontata.
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Frutta legnosa
Questo curioso artigiano di Columbus, Georgia sta dedicando la sua vita a scolpire roba da mangiare nel legno. Nella sua bottega di carinerie si possono trovare biscotti al cioccolato, panbauletto già affettato, verdure, muffin e allegre pere. Se poi vi siete stufati di frequentare il fruttarolo del mercato, c’è pure l’offerta cassetta-di-frutta, con assortimento a scelta.
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Kit per funghi domestici
Niente, dovete aprire la scatola, metterla su una finestra, dare delle spruzzate d’acqua una volta al giorno e via, dopo una settimana sarete pieni di pleurotus ostreatus, fungo che non ama crescere in terra ma preferisce prosperare dalla corteccia degli alberi. La scatola garantisce almeno due “cicli” di funghi, visto che pare si dia per scontato che tutto sia destinato a finire in padella. Insomma, se avete cuore di mangiare dei funghi da voi cresciuti in salotto, dentro una strana scatola, poi fatemelo sapere.
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Corvacci VS serpentoni, il FULAR di Minna Parikka
Cruentissimo ma molto frufru, questo FULAR di seta viene dalla ridente Finlandia ed è stato disegnato da Janne Hänninen, graphic designer che onestamente continuo a non sapere chi sia. Bello è bello, però.
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Cuscinerie biscottate: i Digestive di WhatNikkieMade
Se come me sognate di ricoprire il vostro divano di roba a forma di biscotto e se siete ben consapevoli di non potervi accontentare di due Oro-Saiwa di morbido PAIL, ora ci sono anche i Digestive al cioccolato.
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La pianta-ciclope
Diciamo basta alla rassicurante vegetazione da appartamento, defenestriamo l’innocuo e noiosissimo ficus, sempre più giallo e disidratato, sempre meno interessante! Mettiamoci piuttosto in casa una piantina-ciclope, che ci scruterà senza sosta e senza pudore, colmandoci di un’angoscia senza fine! Più emozionante di una pianta carnivora. Più stramba di un’orchidea. Piantine-ciclope, per sentirvi sempre orrendamente osservati!
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Cuoricino sottovetro di Kiva Ford
C’è anche in versione cervello (con questo cervellino nudo e pallido che fluttua nel nulla) e Bella+Bestia (con rosa di belle speranze, sospesa nel vuoto). Non mi spiego l’effetto antigravità – come del resto non mi spiego come facciano a star su i soffitti -, ma mi sembra tutto incantevole.
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Gli Stor(y)ings di Satyrika
Impermeabile a ogni tipo di richiesta per la fabbricazione di Stor(y)ings con le peggiori maledizioni dei Mangiamorte, Satyrika continua a combattere per il bene a colpi di magie benevole. Il mio preferito, tra le sue specialissime creazioni, è l’anello LUMOS!
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L’alpacanello!
Praticità nulla. Rompibilità massima. A forma d’alpaca, la bestia che più al mondo merita onori e allori, entrambi commestibili. Insomma, l’anello perfetto. Gettate i vostri Trilogy in una fornace, l’alpacanello di pelle e pelo è la vera svolta! Alpaca o morte!
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Le borse a forma di cose di Krukrustudio
Perchè limitarsi a una borsagallina, quando l’intera creazione può essere trasformata in un recipiente? In Russia ci sono dei mattacchioni che assemblano borse di feltro – e ghisa indistruttibile, presumo – a forma di cose a caso. Anche qui, praticità nulla, ma grande fascinazione. Le mie preferite, che il cielo mi perdoni:



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Bene.
Credo di aver finito.
E già, è tutto di un imbarazzo assoluto, roba buffa che nemmeno il più coraggioso degli alberi di Natale oserebbe ospitare all’ombra delle sue pazienti fronde. Ma tanto, scusate, voi ne avete di soldi per fare i regali? Io no. Tanto vale divertirsi.



















Sono incappato casualmente in un tuo tweet ieri sera,ho letto con sempre più cresente curiosità,ammirazione e grandissimo divertimento “La guida definitiva ai regali di Natale che a me piacerebbero”..sto ancora sorridendo tra me e me.Ovviamente ora ti seguo anche sul tuo blog,è raro incontrare persone con un’umanità come la tua.Ciao..e grazie dei consigli per i regali di Natale
[voglio assolutamente un batterio di peluche ed il libro di Scott C.]
Ti ringrazio molto… e ti sfido a trovare un virus più carino della varicella!
Praticamente impossibile:D anche se penso che un peluche del Narvalo spiaggiato tra miei libri farebbe la sua figura,mi darebbe un tocco da avventuriero.
Ps: fantastico Ottone von Asgard…ciao!
A me però la varicella ricorda tanto una gallinella, è normale?
è un brillante incrocio tra un uovo al tegamino e una gallina!
Mi hai fatto sorridere..dopo una giornata davvero storta! Grande Tegamini!
e cito “Sarà che le cose saccottoformi mi mettono allegria da infanzia mai tramontata”
Sono contenta di aver dispensato gioia :3