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The Casual Vacancy, questo sconosciuto

Questa cosa l’ho scritta per la versione online di un illustre magazine, come pezzo di prova. Solo che mi è uscito troppo lungo e mi hanno detto che non andava bene. Visto che hanno perfettamente ragione, scriverò un’altra cosa… ma intanto ve la faccio leggere, che del nuovo libro di J. K. Rowling c’è di che discorrere. E poi del suino non si butta via niente.

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Il manoscritto del nuovo romanzo di J. K. Rowling è custodito in un sarcofago di piombo, nelle profondità rocciose di un vulcano spento. Con la pioggia e col sole, schiere di droni del dipartimento legale della Little, Brown & Company pattugliano le pendici del cratere, con l’ordine di disintegrare a vista chiunque tenti di avvicinarsi al mistico manufatto. Si vocifera che tutti gli editor siano stati dotati di un caminetto portatile – con l’imperativo di dare alle fiamme le bozze prima di lasciare l’ufficio, che se li rapinano dell’irrinunciabile sporta di tela mentre escono dalla metropolitana è un disastro per l’economia del mondo – e che il potentissimo zombie di Albus Silente sia in agguato nell’ombra, pronto a scatenare un cataclisma elementale sugli incauti che oseranno mettere a repentaglio l’inestimabile segreto.
Alla Rowling l’idea dello zombie di Silente non è che sia andata molto giù, perché The Casual Vacancy è un romanzo per i grandi, senza uno straccio di fenice che improvvisamente esplode in una gloriosa autocombustione. Niente profezie, bacchette di sambuco, scope volanti, dissennatori e gente che parla coi serpenti. Niente più lettori che imparano l’inglese in sei minuti pur di capire con qualche mese d’anticipo che diamine capiterà ad Harry Potter. Insomma, J. K . Rowling è arrivata nel bizzarro mondo della letteratura come un peschereccio a strascico particolarmente democratico. I maghetti sono piaciuti a squali voraci, a piccoli pesci delle scuole medie, a murene sospettose e un po’ snob, ad allegri e volubili cavallucci marini da supermercato, a curiosi delfini e anche ai saggi capodogli. C’è chi è cresciuto aspettandosi la lettera di Hogwarts e chi si è seduto in poltrona a leggere una storia, dimenticandosi felicemente delle distinzioni tra romanzi per ragazzi e letteratura per grandi. Perché davvero, chi se ne importa di segmentare e inscatolare, una meraviglia dovrebbe essere una meraviglia per tutti, e tanta festa e granite. E allora per quale motivo proprio la Rowling – unica scrittrice dell’universo contemporaneamente apprezzata da bambini che giocano coi Gormiti e da gente che va a Venezia a visitare la presunta casa di Benno Von Arcimboldi con un manuale di trigonometria sotto al braccio – ci fa venire quest’ansia da romanzo per adulti? Che ci fa schifo all’improvviso dare le capocciate al muro del binario 9 e ¾ con la speranza che i mattoni decidano di farci  passare dall’altra parte col nostro baule? Ma soprattutto, che cosa diamine ci dobbiamo aspettare da The Casual Vacancy?

-          Gli orchetti della Little, Brown & Company ci fanno sapere che sarà una storia di disastro urbano. Un tale, Barry Fairbrother, muore improvvisamente, scaraventando la placida cittadina inglese di Pagford nello scompiglio.  Perché tutti sembrano volersi un gran bene, ma c’è melma alta una gamba: i poveri ce l’hanno coi ricchi, i teenager odiano i genitori, le mogli detestano i mariti e le insegnanti non tollerano gli studenti. E c’è poco da dipingere le tegole d’azzurro, perché Pagford è una bomba pronta ad esplodere. La dipartita del Fairbrother, con relativo seggio vacante in consiglio comunale, darà il via a una guerra di viscidume e cattiverie senza precedenti.
Insomma, pare una faccenda corale, con tante piccole storie che si aggrovigliano per ruzzolare in un gran calderone conclusivo. Pare quasi una battaglia di Hogwarts.

-          I goblin della Little, Brown & Company proseguono nel rivelarci che il libro sarà una commedia nera piena zeppa di sorprese e spunti di riflessione. Un po’ come quando Albus Silente affida a Harry Potter una stimolante e didatticissima sfilza di missioni-kamikaze che il giovane eroe non è assolutamente in grado di fronteggiare, ma ce lo manda sul serio, tra una pacca sulla spalla e l’altra.

-          Saranno cinquecentododici pagine. Un po’ meno dell’Harry Potter medio, che si sa, i piccoli s’intimoriscono quando vedono un librone.

-          Uscirà nel Regno Unito il 27 settembre – e poco dopo in Italia, per un marchio del gruppo GeMS -, un po’ prima del tradizionale periodo delle strenne. Non sia mai che quelli abituati a ricevere un Harry Potter sotto l’albero s’illudano di passare un altro magico Natale.

-          La copertina è rossa, con un lettering svolazzoso ma minimalista, di quelli che vanno di gran moda tra i romanzi arguti che affrontano l’eterno fascino delle ingarbugliate ma avvincenti relazioni umane. C’è anche una casellina crocettata, come a far capire che il posto lasciato vuoto da Fairbrother – la Casual Vacancy – è uno di quei problemi da risolvere alla svelta, con tanto di spuntina. Di altra roba iconografica non se ne vede, perché agli adulti garba una certa seriosità, metti che in treno qualcuno s’incuriosisca perché in copertina ci sono dei draghi che sorvegliano un tesoro sotterraneo.

-          Non è ancora dato sapere se succederanno molte delle cose alle quali la Rowling è abituata coi ragazzini, tipo l’edificazione di parchi a tema e villaggi a immagine e somiglianza di Pagford, milioni di persone che fissano per mesi una pagina web dallo sfondo fuxia coperta di soli gufi, cosplay incredibilmente accurato – con costumi da signore perbene e degni gentiluomini della provincia inglese -, uscita dell’e-book percepita dal mondo come la liberazione dopo un interminabile periodo di schiavitù mineraria.

Che dire, quel che si sa per certo è poco, ma si capisce molto bene che sarà un nuovo saltellante momento di trepidazione collettiva.  Perché magari J. K. Rowling è riuscita ad inventarsi qualcosa di davvero stupefacente, ma anche se non fosse proprio così, The Casual Vacancy arriva al momento giusto…  perché siamo ancora tutti quanti qui, solo un po’ più alti e voluminosi – forse un po’ più gobbi perché nel frattempo ci siamo trovati un lavoro o stiamo finendo di studiare nella speranza di diventare persone serie -, sicuramente incapaci di stirare e di certo molto preoccupati di aver perso la capacità di farci portare da qualche parte, in uno di quei posti felici che di rado si riescono ad immaginare. E sarebbe buffo che anche un solo lettore di Harry Potter decidesse di perdersi The Casual Vacancy. E sarebbe ancora più bizzarro trovare qualcuno capace di prendersela davvero con la Rowling, se proprio questo libro si rivelasse una catastrofica pozione Polisucco.

 

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One Response to “The Casual Vacancy, questo sconosciuto”

  1. Hai fatto bene a non buttare questo pezzo di animale grufolante.
    Gran bel post. Come sempre, del resto.

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