Archive for June, 2011

Chicchirichì

Dopo aver visto queste scarpine, mi è quasi venuta voglia di riprodurmi.

Chiavi di ricerca, volume quattro di millemila

Su Tegamini arriva gente che non ti aspetti. Arriva gente che cerca cose discutibili, si fa domandoni, pensa al peggio ed è assalita da dubbi di portata cosmica. Con la consueta ammirazione per le associazioni di idee più spericolate, ecco le chiavi di ricerca della settimana. Come sempre, un sentito grazie agli anonimi benefattori che ci regalano, inconsapevoli, perle immortali.
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Cosmopolis, Don DeLillo

Da lì sembravano vuoti. L’idea gli piaceva. Erano stati creati per essere gli ultimi oggetti alti, vuoti, progettati per accelerare il futuro. Erano la fine del mondo esterno. Non erano propriamente lì. Erano nel futuro, un tempo al di là della geografia e del denaro tangibile e della gente che lo ammucchiava e lo contava. Don DeLillo, Cosmopolis Einaudi, ET
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Qui, solo open-space

Sembra facile… ma non lo è.

Flannery O’Connor, Il cielo è dei violenti

Mentre Tarwater aggrediva la terra con la vanga la voce dell’estraneo si caricò d’una sorta di rabbia repressa e lui continuò a ripetere: tu devi seppellirlo, tutto e completamente, e quel maestro, invece, lo brucerebbe in un minuto. Dopo un’ora e più che scavava, la fossa era arrivata a solo una trentina di centimetri, meno dello spessore del morto. Il
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Malsane iniziative materne

PADRE (colui che insegnò lo zen a tutti i maestri zen e li fece partecipi dell’arte di applaudire con una sola mano) – …ah, poi ti devo dire una cosa… TEGAMINI – Ussignùr, cos’è successo? P – È tua madre… T – Cos’ha fatto? P – …non è che hai un lettore mp3 vecchio, da qualche parte? Ma anche di
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Chiavi di ricerca, volume tre (di millemila)

È con gioia inebriante che resuscito la rubrica Chi trova un Tegamini, trova un tesoro, al grido di “cosa mai avrà voluto dire”. Per riprendere un po’ il passo, limitiamoci alle chiavi di ricerca degli ultimi sette giorni, che molte soddisfazioni ci daranno. Come sempre, grazie, sconosciuti navigatori. Grazie, per la vostra infinita inopportunità. A questo giro si parlerà di
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L’alano

Per quel che ne so, potrebbe essere successo davvero. C’era una ragazza in vacanza studio in Inghilterra. Visto che voleva far finta di essere partita per imparare la lingua, non aveva scelto il college, ma era andata in famiglia, in casa di quella tipologia di persone ospitali che ti conoscono da mezz’ora ma già ti obbligano a chiamarli mamma e
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La follia della donna

La follia della donna, Quel bisogno di scarpe, Che non vuole sentire ragioni. Cosa sono i milioni, quando in cambio ti danno…. Le scarpe. Ecco, appunto. Per chi volesse capire con chi prendersela, sono pacati sandali Irregular Choice. Di sedici colori. Con la zeppa. A fantasia da grembiulino per mondine. Con il plantare a pois. Adornati da immani fiori preistorici.
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Il dilemma del minibar

Se vai al bar e chiedi una birra in bottiglia, la pagherai un casino piú cara rispetto alla medesima birra comprata al supermercato. Se poi apri il minibar della tua sontuosa camera d’albergo, la solita bottiglia ti costerà ancora e ancora di piú, diciamo quanto un cucciolo di koala di contrabbando, col pelo ancora un po’ appiccicato d’eucalipto. Il fenomeno
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