TEGAMINI: Tutto a posto allora? IDRAULICO: Si si, adesso proviamo a vedere cosa succede. T: … I: …ma esce sempre così poca acqua? T: Guardi, non ho una risposta precisa. Ne esce più di prima, comunque. Prima ne usciva zero. I: Vediamo qua. Ecco, c’è un sacco di calcare. Lo deve mettere a bagno, nell’aceto. Lo metta a bagno. T:
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Tegamini: Ho messo la sveglia alle 10 e mezza, va bene? Amore del cuore: ….ghhhhha. T: No? Non va bene? ADC: ….ffff. T: No, non va bene. Allora quando la metto? ADC: …maaaai. T: Eh. ADC: Maaaaai. T: Ho capito. ADC: Ah. T [tentativo di supercazzola]: ….alpaca? ADC: ….nuota. T: E dove? ADC: …nel mare. T: Ma non puó, non
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Perchè la nostra sarà sempre, per fortuna, una storia inconclusa. Per questo dobbiamo continuare a sognare, leggere e scrivere, la maniera più efficace che abbiamo trovato per alleviare la nostra condizione mortale, per sconfiggere il tarlo del tempo e trasformare in possibile l’impossibile. Mario Vargas Llosa, Elogio della lettura e della finzione
Al piano di sopra sta succedendo qualcosa. Rumori indefinibili turbano la mia pubblica quiete. E no, non è la moto a scurreggetta di Supergiovane… E allora cos’è. Sto elaborando delle ipotesi, perchè questo rombo inframezzato da esclamazioni, botti, beccheggi e sciabordii non puó generarsi così, dal niente.
Mai avrei pensato di dire una cosa del genere… ma proferirò senza indugi la seguente frase: oggi vado a Parigi per lavoro. Sono la nuova Emily.


















