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Cattiverie e disavventure

Qualcuno dirami ordinanze che impediscono alle donne adulte di spostarsi a bordo di monopattino…  o almeno venga garantita l’impunità a chi cerca di farle infrangere sull’asfalto.

Non sono brava con i congegni mattutini. Quando ero a casa, il mio adorabile papà (Il Mimmo) mi veniva a svegliare in modo gentile e indolore, alzando la tapparella, facendomi il tè, allineando cento marmellate sul tavolo, accendendo luci in lontananza e non in faccia… cose simili. Al che, dopo stiracchiamenti vari, mi accomodavo in cucina, mettevo Pingu alla tivù ed ero pronta ad iniziare la giornata con una colazione decorosa e rilassante. Se prima l’unica cosa che mi turbava era il linguaggio incomprensibile di pinguini, foche e gabbiani in plastilina stop-motion, ora è un casino. Non provo alcun rispetto per la sveglia, mi infonde un’automatico malumore, come la lucetta del cane di Pavlov… solo che io non sbavo ma sviluppo un immediato dolore al lobo frontale. Stamattina l’odiato marchingegno ha iniziato ad agitarsi alle sette e trenta… non so bene come, ma ho ripreso conoscenza solo alle otto e quarantuno, inciampando scompostamente nel comodino ikea (il più economico) e lanciandomi verso il pacco di oro saiwa mentre tentavo di insaponarmi un’ascella. Ero molto confusa. Mi fossi almeno goduta l’ora di ronfata aggiuntiva… mavvà, ho passato il nanna-bonus sognando subdolamente di essere in ritardo per qualche evento di importanza capitale, che ne so, il mio matrimonio o il primo incontro tra uomo ed extraterrestri senzienti. Nella vicenda onirica, numerosi personaggi della mia infanzia venivano da me e mi dicevano cose tipo “guarda che devi andare in ufficio”, “ma non credi sia tardi?”, “perdi il tram”, “chi dorme non piglia pesci”, “non ce la fai”, “girati lentamente verso l’orologio” e via così. Orrore.

Mi piace molto la copertina del nuovo libro di Fabio Volo e vorrei poterla avere senza tutte le pagine in mezzo.

Mi sono resa conto che scelgo il pranzo in base a quanto sia consumabile con l’uso di una sola mano… visto che l’altra deve tenere fermo il libro e girare le pagine. Ad esempio, la maggior parte dei panini va saldamente afferrata con entrambi gli arti, o c’è roba che ruzzola fuori, sbava, frana o sbriciola. Mi sono così affezionata ai tramezzini col tonno e il pomodoro, che hanno il pregio della coesione e un livello di collosità sufficiente ad evitare smottamenti. Sono poi dipendente dalla pausa pranzo al giapponese, con il suo funzionale salmone alla piastra con zucchine… trovo giusto e civile che le cose siano già fatte a pezzi per me, fa molto villaggio di Polly Pocket. Quando sarò ricca, avrò sicuramente un samurai addetto ad affettarmi il cibo.

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